Sull’Europa Berlusconi parla come Rajoy e Hollande, ma qui da noi è subito scandalo…

Hanno creato polemiche e dato voce a qualche sirena allarmista le parole rivolte da Silvio Berlusconi a Enrico Letta nell’intervista pubblicata oggi da Il Foglio: “Sappia con autorevolezza ingaggiare un braccio di ferro, senza strepiti ma con grande risoluzione, allo scopo di convincere i paesi trainanti dell’Europa, e in particolare la Germania di Angela Merkel, che o si rimette in moto in forma decisamene espansiva il motore dell’economia, oppure le ragioni strategiche della solidarietà nella costruzione europea, dall’unione bancaria a tutto il resto, si esauriscono e si illanguidiscono fino alla rottura dell’equilibrio attuale”. Una posizione in verità più volte sottolineata da Berlusconi e contro la quale, non a caso, si schiera l’ex premier Monti, teorico della “linea del rigore” ricordando a Letta che la vera sfida non si gioca sulle riforme ma sulla tenuta dei conti pubblici. Alle parole di Berlusconi si è poi voluta legare una minaccia “implicita” di uscita dall’euro dell’Italia che in realtà il leader Pdl non ha pronunciato.

Interviene quindi Angelino Alfano a rimettere a posto toni e accenti: “Queste cose le dicono anche Rajoy, Hollande e Cameron. Se le dice Berlusconi, apriti cielo”. E  il vicepremier aggiunge: “Noi abbiamo un atteggiamento da fierezza italiana, siamo italiani e difendiamo gli interessi nazionali nel contesto europeo”. “Berlusconi – aggiunge – ha sostenuto una tesi economica che è quella che occorre riprendere la marcia espansiva”. C’è “grande malafede” in chi interpreta Berlusconi sulla Merkel come un tentativo di sviare l’attenzione. E conclude: “Se lui parla delle sentenze è in errore perché antepone i suoi interessi a quelli del governo. Se parla invece degli interessi dell’Italia lo fa per sviare l’attenzione. Se non è malafede questa…”.

“Ha ragione Berlusconi – aggiunge Maurizio Gasparri – Basta con i diktat della Germania. L’Ue non è monopolio tedesco e ogni stato membro deve avere pari dignità nelle scelte strategiche per il rilancio della comunità europea. Il governo italiano, dopo la fallimentare fase del governo dei tecnici, deve avere uno scatto d’orgoglio e alzare la voce per il bene delle nostre imprese, per far ripartire la nostra economia. Letta su questo sia chiaro. Ci aspettano mesi decisivi. Ancora non abbiamo avuto, ad esempio, chiarimenti sulla presunta indicazione di Schulz alla guida della commissione Ue. Sarebbe un passo falso inaccettabile”.

E infine Sandro Bondi, coordinatore Pdl, sottolinea che “il Presidente Silvio Berlusconi ha posto un problema ineludibile: senza rivedere o correggere le rigidità finanziarie imposte dalla Germania all’Europa non vi sarà alcuna possibilità per il nuovo governo di trovare le risorse necessarie per favorire la crescita”.