Stancanelli in corsa per la riconquista di Catania: «L’ho salvata dal dissesto e ora voglio concludere l’opera»

Il sindaco della concretezza tenta il bis e ha tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo: Raffaele Stancanelli, primo cittadino uscente di Catania e ricandidato del centrodestra, è in corsa per riconquistare la città. Sul tavolo porta un pacchetto di iniziative efficaci per concludere l’opera di risanamento avviata cinque anni fa. «Ho trovato una città distrutta – dice – le macerie lasciate dalle precedenti amministrazioni erano dovunque. Adesso è ripartita la ricostruzione e voglio finire il lavoro iniziato. Perché nella mia vita non lascio mai le cose a metà…».

Qual è il clima che si respira in città?

Trovo molto consenso e i segnali che mi arrivano mi lasciano ben sperare che si può vincere al primo turno. Spero che i cittadini confermino questo rapporto di fiducia che ho creato in questi anni di duro lavoro. Più di 20mila persone di tutti i quartieri e di tutte le estrazioni culturali ed economiche mi invitano a proseguire. All’inizio del mio mandato mi era stato rimproverato di essermi chiuso per due anni nel Palazzo, ma quello è stato un modo per evitare il dissesto della città. Dovevo capire quale era la reale situazione del Comune. È stato difficile, ma ce l’abbiamo fatta. E i cittadini hanno capito.

Come mai a ogni incontro e a ogni appuntamento dice puntualmente che «ama Catania e chi ama non scappa»?

Sono arrivato nel periodo storico più drammatico per Catania e per far fronte al mio impegno mi sono dimesso da senatore, mentre altri si sono dimessi da sindaco per ricoprire altri ruoli. Per le scorse elezioni politiche mi è stata offerta la candidatura alla Camera dei deputati, ma l’ho gentilmente rifiutata perché non si può interrompere un impegno preso con i cittadini. Quando sono diventato sindaco, Catania era sull’orlo del baratro, nessuno voleva metterci la faccia: io l’ho fatto. Abbiamo trovato problemi disastrosi a causa di vent’anni di cattiva amministrazione. Abbiamo lavorato tenacemente, nel rispetto assoluto di trasparenza e legalità, salvando la città dal fallimento e, di conseguenza, migliaia di posti di lavoro.

Il suo avversario è Enzo Bianco, un uomo che ha già guidato Catania…

Bianco gode dell’appoggio dei poteri forti della città e del presidente della Regione. Ora che la città è uscita dall’imbuto vogliono riprendersela. Se sarò riconfermato i dieci anni della mia amministrazione saranno ricordati come quelli del salvataggio e del riscatto di Catania. Quando il governatore Crocetta parla di sindaco “amico” si dimostra di parte, ma io non sono come loro, che sono i veri conservatori, io sono e sarò il sindaco di tutti.

Quali sono i progetti che deve portare a termine?

Voglio concludere i tanti progetti già avviati come quello di corso dei Martiri della libertà: dopo cinquant’anni sono partiti i lavori di recupero e siamo riusciti a sgomberare l’aera con solidarietà. Dopo 49 anni abbiamo adottato in giunta il Prg. Puntiamo a rigenerare il centro storico con il piano antisismico. Tanti impegni che faranno ripartire edilizia, che significa fare riparte l’economia.

Nell’agenda ci sono anche il rilancio della cultura e del turismo?

Certamente. Noi siamo per il fare e siamo riusciti a creare tre poli museali. Ma stiamo investendo molto, con diversi finanziamenti, anche per il risanamento della periferia.

Il centrodestra appoggia compatto la sua candidatura…

Alle regionali la coalizione si è divisa, ma sulla mia candidatura è compatta, unita con la mia lista civica dove ci sono esponenti di tutte le aree. Anche questo è un bel risultato.