Solenni funerali per Giuseppe La Rosa. I marò: «Ha donato eroicamente la vita alla patria»

È un dolore composto quello dei familiari riuniti in preghiera accanto al feretro del bersagliere Giuseppe La Rosa, ucciso sabato in Afghanistan. Nella camera ardente, allestita nell’ospedale militare del Celio, il feretro era avvolto nel tricolore. Sulla bara la foto di La Rosa in divisa e ai piedi un cuscino su cui sono stati adagiati il cappello piumato e la sciabola di ordinanza. A destra e a sinistra del feretro si trovano i familiari e il picchetto di due bersaglieri. Sulla sinistra la corona di fiori donata dal Presidente della Repubblica e due corazzieri. Tra le corone anche quella del Comune di Roma, del ministro della Difesa, Mario Mauro, e dello Stato maggiore della Difesa. Alle 18 si è svolto a Santa Maria degli Angeli a piazza della Repubblica il funerale in forma solenne, alla presenza delle massime autorità dello Stato a cominciare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La salma del capitano La Rosa, che è stato promosso maggiore con decorrenza 7 giugno, è arrivata in mattinata dall’Afghanistan. All’aeroporto militare di Ciampino è stato il presidente del Consiglio Enrico Letta ad accoglierla. Con lui il ministro della Difesa Mario Mauro e i sottosegretari Roberta Pinotti e Gioacchino Alfano e i vertici militari con il capo di Stato maggiore della Difesa ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e dell’Esercito generale di corpo d’armata Claudio Graziano e il nuovo capo della polizia Alessandro Pansa. «Giuseppe era un ragazzo solare che aveva sempre un sorriso per tutti, soprattutto per i bambini, e che con il suo atteggiamento strappava anche agli altri un sorriso», ha ricordato il tenente colonnello Francesco Di Marno, aiutante maggiore del VII reggimento Bersaglieri. «Voleva rendersi utile agli altri – ha aggiunto – nel proprio lavoro di militare e in quello che la vita sociale gli avrebbe certamente riconosciuto». La Rosa è stato ricordato anche dai marò prigionieri in India da oltre un anno: «Una preghiera per il nostro caro capitano Giuseppe La Rosa, che eroicamente ha dedicato e donato la Sua vita alla Patria», ha scritto il fuciliere tarantino del battaglione San Marco, Massimiliano Latorre, sulla sua pagina Facebook.  Giuseppe La Rosa tra l’altro aveva preso la seconda laurea a Bari approfondendo il controverso tema delle regole di ingaggio e dei danni collaterali ai civili nell’ambito di operazioni di stabilizzazione della Nato. Lo fa sapere l’Università di Bari che ricorda come il militare ucciso in Afghanistan si era laureato il 18 marzo scorso in Scienze politiche. La prima laurea, invece, l’ufficiale l’aveva conseguita in Scienze strategiche presso la scuola di applicazione e istituto di studi militari dell’Esercito a Torino. In serata poi la salma di La Rosa arriverà a Catania per poi essere trasferita a Barcellona Pozzo di Gotto, paese d’origine, dove domani si svolgeranno i funerali nella basilica di San Sebastiano, patrono della città e dove avverrà la tumulazione. Giuseppe La Rosa è la 53ma vittima italiana dall’inizio della missione nel Paese asiatico.