Si complica il caso Snowden. Ora Washington accusa Pechino: «Non sta ai patti»

L’affare Snowden si complica. La fuga della spia del caso “Datagate” sta ora complicando anche i rapporti Washington e Pechino. Una dura nota è arrivata dal Dipartimento di Stato americano: la  vicenda Snowden – dice il portavoce Jennifer Psaki –  rappresenta «una seria battuta d’arresto» negli sforzi compiuti dagli Usa per «forgiare relazioni con la Cina basate sulla fiducia. La Cina non ha onorato i patti». Sempre il Dipartimento di Stato Usa fa sapere che  sul caso Snowden e sulla sua fuga sono in corso colloqui tra l’amministrazione americana e altri governi, senza però precisare quali.  Il portavoce ha spiegato solo   che si tratta di quelli che potrebbero costituire la  destinazione finale della spia. Innanzi tutto l’Ecuador. Tant’è che il ministro degli Esteri ecuadoriano, Ricardo Patino, ha confermato che il suo paese ha ricevuto una richiesta di estradizione di  Snowden dagli Stati Uniti e che la sta esaminando. In difesa di Snowden è sceso in campo anche il fondatore di Wikileaks, Assange: «Non è un traditore, non è  una spia, è un informatore che ha detto una importante verità».

Il caso Snowden dura ad quasi tre settimane, scandite da rivelazioni, accuse, scoop e una fuga quasi rocambolesca dagli americani . Il caso è stato innescato da un articolo  del quotidiano britannico Guardian. basato sulle rivelazioni  di Snowden, ex consulente dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale Usa (NSA), a proposito del “grande fratello” messo in campo dagli Stati Uniti. Successivamente,  il Guardian ha rivelato  l’esistenza di una decisione “segretata” del tribunale che impone all’operatore di telefonia Verizon di fornire quotidianamente alla NSA tutti i dati telefonici dei suoi abbonati da aprile a luglio. I giganti della rete negano naturalmente di aver autorizzato i servizi di intelligence ad accedere ai loro server. Successivamente,  il presidente Obama ha definito  l’operazione un necessario compromesso tra privacy e sicurezza Mentre le autorità statunitensi aprono un’indagine, Edward Snowden, fugge  a Hong Kong.  mentre l’America rivendica la sua estradizione. Di qui l’irritazione di Washington con Pechino.