Sedici europarlamentari per i seggiolini salvavita in auto. Girlanda: una mia battaglia

Introdurre nelle auto dispositivi di allarme sui seggiolini che salvino la vita ai bambini dimenticati a bordo. Questo l’obiettivo della lettera inviata da sedici europarlamentari italiani al commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas. La lettera arriva dopo la recente tragedia del piccolo Luca Albanese, morto asfissiato a due anni dopo essere stato dimenticato in auto. «Esistono tecnologie brevettate – ha spiegato Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia e membro della commissione Trasporti – per seggiolini intelligenti dotati di un allarme sonoro che segnala il permanere di un peso sul seggiolino quando si spegne il motore o si chiude l’auto». La lettera promossa da Fidanza è stata sottoscritta dagli eurodeputati Giovanni La Via, Roberta Angelilli, Paolo Bartolozzi, Vito Bonsignore, Antonio Cancian, Lara Comi, Elisabetta Gardini, Clemente Mastella, Erminia Mazzoni, Licia Ronzulli e Marco Scurria (tutti del Partito Popolare Europeo), Oreste Rossi e Claudio Morganti (Europa della Libertà e della Democrazia), Cristiana Muscardini e Susy De Martini (Conservatori e Riformisti Europei). «Sono contento che il gruppo di eurodeputati siano sensibili alla mia battaglia volta a fare tutto il possibile per salvare anche una sola vita umana», ha commentato soddisfatto il sottosegretario ai Trasporti Rocco Girlanda (Pdl), ricordando che «dal 2011 ho proposto l’introduzione dei dispositivi salvavita sui seggiolini nelle autovetture o di altri sistemi di allarme acustico o visivo e sto continuando ad analizzare tutte le soluzioni possibili con i tecnici del ministero. Purtroppo – ha spiegato – lo scoglio più grande è sempre stato posto dalla normativa europea; per questo è importante condividere questa battaglia e, a tal proposito, pochi giorni fa mi sono rivolto al vicepresidente Antonio Tajani che mi ha rassicurato su un interessamento in tal senso. Scoprire oggi che un gruppo autorevoli eurodeputati si trova sulla mia stessa lunghezza d’onda rafforza il mio auspicio per una conclusione positiva della vicenda e per una sinergia ulteriore su questa tematica».