Scandaloso Renzi, ora frequenta anche l’odiato “berlusconiano” Briatore. Come la Melandri…

La notizia ha un “non-so-che” di succulento: l’ex-rottamatore Matteo Renzi ha pranzato con Flavio Briatore, il più berlusconiano dei berlusconiani. L’incontro è avvenuto in un ristorante a Firenze e a rivelarlo è stato Il Corriere fiorentino. Il faccia a faccia sarebbe stato organizzato da Lucio Presta, manager di Roberto Benigni, che pare sia in ottimi rapporti con Renzi. Una coppia insolita da vedere insieme, soprattutto in un luogo pubblico come un ristorante, un evento che neanche Nostradamus nelle sue profezie era riuscito lontanamente a immaginare. I due si sa, appartengono a due mondi opposti: Briatore da sempre mantiene la distanza con la sinistra e frequenta salotti e ambienti mondani e destrorsi, Renzi è il sindaco del Pd e voce critica dei Democrat che cerca di riportare il centrosinistra al governo. E forse «piace» a Briatore proprio perché «combatte le vecchie mummie». È lo stesso ideatore del Billionaire che conferma: «Renzi? Finalmente uno che dice cose normali: se si candidasse premier lo voterei al cento per cento». Chissà che cosa penserà il gotha del Pd. Briatore è inviso negli ambienti di via del Nazzareno. Qualche anno fa, esattamente nel 2007, la fotografia di Giovanna Melandri che ballava nella sua villa in Kenya fece il giro dei giornali e dei siti internet e dei blog. Lei imbarazzata negò goffamente. Ma un anno fa Briatore in un’intervista a Panorama confermò: «Giovanna Melandri è stata da me in Kenya, ha bevuto champagne al tavolo con noi e poi ha negato l’evidenza scrivendo che non era mai stata da me». Ora l’incontro con Renzi. Il Pd comunque, anche se con una certa difficoltà, si sta abituando alle “sortite” e alle frequentazioni del sindaco fiorentino. Renzi è quello che era andato (senza chiedere permesso) alla corte di Arcore e un mese fa ha anche reincontrato il Cavaliere. Di certo la veemenza con cui si sta scagliando contro tutti in questo momento lascia pensare. Subito dopo le fallimentari elezioni (per Bersani e il Pd) Renzi aveva l’Italia ai suoi piedi, nella formazione del governo da molti era stato indicato premier ed era stato tra i principali sostenitori di un governo di larghe intese. Ma ora in tanti lo accusano di giocare solo al massacro nei confronti dell’esecutivo di Letta per andare al più presto alle urne. L’eurodeputato Enzo Rivellini, del Pdl, osserva in modo critico come Renzi «ora che dovrebbe, da uomo delle istituzioni e di partito, sostenere Letta, tiri invece fuori la rabbia che non ha avuto nelle precedenti occasioni e si scagli contro tutto e contro tutti». «Non so se Renzi è o sarà un grande politico o un grande statista ma poiché oggettivamente non indovina il tempo e il modo delle sue scelte credo non potrà mai essere un grande musicista per le note fuori tempo che suona», conclude Rivellini.