Renzi e il compagno “Dracula”. Stumpo replica e nel Pd volano stracci anche sulle regole

Ancora non volano gli stracci, forse potrebbero volare le carte bollate, ma di sicuro volano parole grosse. Matteo Renzi fa sul serio (altro che «non so, non è importante cosa farò io da grande, ma se il Pd vuole diventare grande…»), vuole vincere la sua battaglia per la segreteria e se occorre, come per il duello sulle regole congressuali, non sta lì a misurare le parole. Così, augurandosi regole diverse da quelle delle primarie di ottobre, ha paragonato il compagno di partito Nico Stumpo, responsabile dell’organizzazione, a Dracula alla guida dell’Avis. Il parlamentare di provata fede bersaniana  l’ha presa piuttosto male. «Non mi sento Dracula e non ho mai lavorato n+el tentativo di togliere qualcosa a qualcuno», risponde in diverse interviste attaccando il cattivo gusto del sindaco di Firenze. «È la stessa battuta che fece Silvio Berlusconi contro Visco ministro delle Finanze. Diciamo che Berlusconi che parla di tasse e Renzi che parla di regole non sono i migliori binomi oggi presenti nella politica italiana», dice Stumpo che non ha scordato le strapazzate di Renzi di qualche tempo fa. Nico, l’uomo dell’organizzazione, è stato spesso citato dal sindaco rottamatore come un servo sciocco. Come quando negò “per problemi tecnici” la pubblicazione online dei verbali della votazione del primo turno e il candidato rottamatore gli replicò «basta uno scanner, se Stumpo non può glielo compro io. Poi ci si metterebbe tre ore, è facile. Anche per Stumpo». Oggi superNico ricambia accusando Renzi di avere sulle regole un atteggiamento tra il prepotente e il piagnucoloso (dopo averle avversate, disse che le regole delle primarie erano normali, per poi criticarle di nuovo») e si tiene  fuori dalla Commissione per avere “le mani libere” per dire tutto quello che pensa e che vede. Sui criteri e sulla platea elettorale si consumeranno le principali battaglie interne, finora sul tavolo della direzione ci sono quattro proposte di modifiche avanzate dal segretario Epifani. Sulle novità dovrà lavorare una commissione ad hoc prima dell’approvazione finale dell’Assemblea nazionale, un lungo iter contrassegnato dal continuo punzecchiamento di Renzi che innervosisce e impensierisce via del Nazareno. «Deve essere chiaro – dice oggi Davide Zoggia – in questa situazione non c’è nessun superman». Solo risorse e rompiscatole.