Qualcosa si muove per il libero scambio Europa-Usa. Un’opportunità per la crescita economica

Tra tante  notizie un po’ preoccupanti che arrivano normalmente dai summit internazionali, ce n’è da registrare una che restituisce un po’ di speranza sul futuro dell’economia europea.  Stanno infatti per iniziare i negoziati  con Obama per la creazione di una zona di libero scambio tra Europa e America . Lo ha detto  Jose Manuel Barroso a margine del G8. A luglio potrebbero già partire «i colloqui formali» I tempi non sono prevedibili ma – dice sempre il presidente della Commissione Ue – «penso che ci vorranno un paio d’anni». L’importante, tiene a sottolineare, è che ci sia la «volontà politica». L’importanza di un simile accordo è duplice. La prima – ed è quella  che ci interessa più direttamente – è che aumenterebbe il reddito lordo pro capite per i cittadini di entrambi e Continenti. Più marcato -secondo uno studio dell’Istituto Ifo- l’incremento per gli americani, più ridotto, ma comunque sempre significativo, quello per gli europei. Per quello che direttamente riguarda l’Italia, sempre l’Ifo ha calcolato che la caduta delle barriere commerciali tra Europa e Stati Uniti comporterebbe la creazione di duecentomila  nuovi posti di lavoro. Molto dipenderà dal modello di accordo che verrà concretamente adottato. Se la cosa riguarderà soltanto l’aspetto tariffario, l’incidenza sulla crescita sarà ridotta.  Ben più ampio sarà invece l’impatto se si tratterà della completa abolizione delle barriere commerciali.

Il secondo motivo di importanza di un accordo commericiale euro-americano è di natura più strettamente geoeconomica e geopolitica. Sarebbe infatti la riprova che l’Occidente,, ha ancora un importanza strategica come area di prosperità e di dinamismo economico, a dispetto di quanti viceversa  profetizzano una progressiva marginalizzazione dell’area atlantica rispetto ad altre aree dove attualmente si registrano i più alti tassi di crescita economica.  A chi immagina che gli Stati Uniti potrebbero concentrare in futuro le loro maggiori energie sull’area del Pacifico conviene ricordare che, ancor oggi, lo scambio commerciale tra Usa ed Europa ammonta a più del cinquanta per cento di quello mondiale.