Preso in Spagna l’estremista di sinistra “Gimmy Molotov”, protagonista degli scontri del G8 a Genova

È stato arrestato a Barcellona, in Spagna, l’estremista di sinistra latitante Francesco Puglisi, 39 anni, di Catania, soprannominato “Gimmy Molotov”, che era irreperibile dopo la sentenza definitiva di condanna a 14 anni di reclusione emessa della Corte di Cassazione, il 13 luglio del 2012, per devastazione e saccheggio in relazione agli incidenti per il G8 a Genova nel 2001. Puglisi, trovato in una casa a Barcellona assieme alla sua compagna e in possesso di un documento falsificato, è stato individuato da indagini, coordinate dalla Procura generale di Genova, condotte dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione e dalla Digos di Catania, in collaborazione con investigatori francesi e spagnoli, con quest’ultimi che hanno eseguito l’arresto. A tradirlo le “tracce” bancarie, telematiche e del telefonino lasciate dalla sua compagna, che hanno permesso di accertare la sua presenza a Parigi. In Francia – sospetta la polizia – “Gimmy Molotov” sarebbe stato coperto da una rete di anarchici che aveva contatti con gruppi eversivi degli anni di piombo. Ma Puglisi e la sua compagna hanno lasciato la capitale francese prima di poter essere catturati, fuggendo in Spagna. L’anarchico catanese era stato arrestato, nel dicembre del 2002, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, insieme a altri 22 manifestanti di estrema sinistra nell’ambito delle indagini sugli scontri durante il G8 per devastazione, saccheggio, porto e detenzione di materiale esplodente e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Foto e filmati lo ritraevano mentre prendeva parte agli assalti e lanciava bottiglie incendiarie contro esercizi commerciali e banche. Un’attività che sul campo gli fece guadagnare nell’ambiente l’appellativo appunto di “Gimmy Molotov”. Francesco Puglisi, noto per essere stato elemento di spicco dell’area anarchica catanese, in passato è stato indagato per reati contro l’ordine pubblico, furto, rapina, falso e spaccio di sostanze stupefacenti. Era già stato arrestato nel 2000 dalla Digos di Catania e condannato con sentenza definitiva a un anno di reclusione perché, nell’ambito di indagini sul ritrovamento di una tanica di benzina davanti il Tribunale di Sorveglianza di Catania, nella sua casa furono sequestrati 4 detonatori, 30 candelotti di dinamite e 60 metri di miccia.