Orrori di stampa: “Repubblica” taglia la smentita di D’Alema «per rendere più facile la replica»

La lettera «in replica all’articolo di Filippo Ceccarelli è stata tagliata per alterarne il senso. Nessuno, infatti, mi ha avvisato di modifiche sul testo che avevo scritto. Oggi è apparsa una lettera che non riconosco, sulla quale è stata apposta la mia firma. Viene il dubbio che sia stata alterata per rendere più agevole la risposta». Così Daniela Reggiani, portavoce di Massimo D’Alema, replica a Repubblica nella battaglia a colpi di smentite e di rettifiche. Una battaglia iniziata venerdì con l’articolo di Ceccarelli, intitolato “Gli eterni duellanti del Pd”. Questo articolo, scrive la portavoce di D’Alema, «interpreta le vicende politiche del centrosinistra degli ultimi quindici anni esclusivamente come una contrapposizione tra leader politici, che passano il loro tempo a “farsi le scarpe” l’un l’altro”. In particolare, sintetizzato anche nel sommario, si afferma che «tutto cominciò con la defenestrazione di Prodi da parte del leader Maximo nel 1998». «Questa ricostruzione, che è diventata quasi un luogo comune – sottolinea la portavoce di D’Alema- è giusto continuare a smentirla, dato che è basata su retroscena privi di qualsiasi fondamento». Una nota affidata alle agenzie di stampa che alla direzione di Repubblica non è andata giù tanto da indurre il quotidiano di De Benedetti a replicare con un altro comunicato stampa: perché fare una nota alle agenzie di stampa visto che l’intervento della Reggiani è stato ospitato oggi dal giornale con la risposta di Ceccarelli?

Immediata la controreplica della Reggiani: «Spiace constatare che la direzione di Repubblica non colga il punto: la lettera che ho inviato ieri nel primo pomeriggio in replica all’articolo di Filippo Ceccarelli – e che adesso ciascuno può leggere liberamente – è stata tagliata per alterarne il senso. Nessuno, infatti, mi ha avvisato di modifiche sul testo che avevo scritto. Oggi è apparsa una lettera che non riconosco, sulla quale è stata apposta la mia firma. Viene il dubbio che sia stata alterata per rendere più agevole la risposta».