Obama a Berlino chiede la riduzione delle testate nucleari e sui talebani minimizza i malumori di Karzai

«Ciao Berlino!. Io mi sento così bene qui che mi levo la giacca e invito tutti a farlo». Così Barack Obama ha salutato la capitale tedesca alla Porta di Brandeburgo. «Siamo tra amici, possiamo vestirci più informalmente», ha aggiunto. «È meraviglioso essere di nuovo qui», ha detto, riferendosi al caldo torrido che oggi sta opprimendo la capitale tedesca. «Sono contento dell’invito della cancelliera dopo i 50 anni della visita di Kennedy», ha esclamato il presidente americano. Acclamato dalla folla Obama é arrivato alla Porta di Brandeburgo, dove ha tenuto un discorso. Al suo fianco la cancelliera  Merkel e il sindaco Klaus Wowereit. Sul posto ci sono seimila invitati. Ottomila agenti sono addetti alla sicurezza. Caldo, molto caldo, oltre dieci persone svenute e poca acqua a disposizione dei circa seimila coraggiosi ospiti invitati all’evento organizzato sotto la porta di Brandeburgo. La piazza ha aspettato l’inizio della manifestazione con un accompagnamento musicale, battendo poi le mani a ritmo e improvvisando qualche ola per ingannare l’attesa. «Berlino è la città in cui batte il cuore dell’amicizia fra Usa e Germania». Il sindaco di Berlino Klaus Wowereit ha salutato così la folla e il presidente degli Stati Uniti alla Porta: «Presidente, benvenuto in Germania, benvenuto a Berlino e benvenuto alla Porta di Brandeburgo», ha detto. «Anche se non sono il primo ad aver parlato qui, sono orgoglioso di parlare nel lato est», ha esordito Obama. Sulla politica estera, è di attualità il caso Afghanistan, di cui Obama ha parlato ma senza approfondire la questione. Una delegazione di funzionari americani è arrivata in Qatar in vista dei colloqui di pace con i rappresentanti afghani talebani che si dovrebbero tenere giovedì nella capitale Doha. E un portavoce dei talebani afghani in Qatar ha confermato che una loro delegazione e una degli Stati Uniti si incontreranno domani a Doha per colloqui preliminari. La cosa ha suscitato l’ira del presidente afghano Ahmid Karzai, che ha annunciato di aver sospeso i negoziati, attualmente in corso a Kabul, per un Accordo bilaterale sulla sicurezza. La ragione della decisione è dovuta alle contraddizioni rilevate fra gli atti e le dichiarazioni degli Stati Uniti sul processo di pace con i talebani. Ma Obama l’ha presa con una certa filosofia: «Sapevamo che ci sarebbero state tensioni. Non è una sorpresa. Siamo nel mezzo di una guerra, con morti da entrambe le parti. In Afghanistan regna grande diffidenza”, ha detto Obama, sostenendo che le tensioni con Kabul non siano una sorpresa e aggiungendo che le trattative sono molto difficili.

«Dobbiamo fare le riforme, e anche stimolare tutti i punti della crescita per non perdere l’obiettivo del benessere della vita della gente», ha ammonito il capo della Casa Bianca, secondo cui «non c’è una ricetta unica per la crisi dell’eurozona. Una delle difficoltà dell’area euro è che i Paesi si trovano in fasi diverse di produttività e che solo pochi sono andati più avanti con le riforme. Ne discutiamo da quattro anni – ha detto – Non c’é ricetta unica». A questo proposito per Obama servono riforme strutturali, e crescita. Il presidente ha anche dato ampie rassicurazioni sulla Siria, dicendo che gli sforzi di Washington e dei suoi alleati sono rivolti a far cessare il bagno di sangue. E ha annunciato l’importante riduzione degli armamenti atomici strategici statunitensi di un terzo. «Gli Stati Uniti prenderanno in considerazione l’uso di armi nucleari soltanto in circostanze estreme per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti e dei suoi alleati e partner»: è questo uno dei punti centrali della nuova filosofia nucleare Usa annunciata dal presidente. La nuova filosofia, come si legge in un documento diffuso mentre Obama parlava, «rende più restrittiva la strategia nucleare Usa, per concentrarla solo su quelli obiettivi e missioni necessari per la deterrenza nel 21° secolo. Così facendo – viene aggiunto – vengono fatti nuovi passi successivi per ridurre il ruolo delle armi nucleari nella nostra strategia di sicurezza», sottolineando però che gli Usa intendono mantenere una deterrenza credibile. In ogni caso, si fa sapere, non verranno diminuiti gli armamenti presenti in Europa a sostegno della Nato. In un breve accenno al datagate, infine, il presidente con una battuta ha assicurato che «gli Usa non frugano nelle email dei cittadini»…