Nomadi, borseggi e aggressioni: scene di “violenza quotidiana” a Roma

Due episodi “di violenza quotidiana” sono avvenuti a Roma nelle ultime ore e… non certo per colpa di Alemanno (come a suo tempo usava dire la sinistra).E neppure del neosindaco Marino, si capisce, ma che testimoniano comunque un’eccessiva tolleranza verso i nomadi, accompagnata da un certo degrado nella convivenza civile e pure da una sorta di rassegnazione: lo dimostra lo scarso rilievo che i media ne hanno dato. Il primo è avvenuto in pieno giorno nella centrale e affollata via dei Fori imperiali, meta turistica per eccellenza: due zingare sono state colte in flagrante a rubare dall’obiettivo di un romano che ha permesso il loro fermo. Una ha 17 anni, l’altra appena 11, e sono accampate nell’insediamento di Tor San Lorenzo. La tecnica è collaudata: avvistata la preda designata, si avvicinano silenziose e guardinghe; una controlla tutto intorno, l’altra allunga le mani nel borsello dell’ignaro turista sfilandogli il portafogli. Missione compiuta, la prima di una lunga giornata di «lavoro». Ma non potevano sapere che le loro gesta erano state catturate dall’obiettivo di un cittadino mescolato tra la folla di vacanzieri, il quale, accortosi di quanto stava accadendo, ha avvisato il 112 e consegnato le “prove” del borseggio. Quando le due minorenni stavano per entrare nuovamente in azione, i carabinieri del Nucleo Radiomobile le hanno bloccate trovandole in possesso di qualcosa come 2.400 euro e 1.400 dollari americani (oltre ad altra valuta estera). C’è poco da stare allegri, però: la più grande, diciassettenne, è in stato di gravidanza e quindi è stata solo denunciata a piede libero; per l’altra addirittura nemmeno si è potuto procedere penalmente perché troppo giovane per essere imputabile ed è quindi stata portata dai genitori (ossia da chi si presume la manda in giro a delinquere). Chiedendosi dove siano nel frattempo quei servizi sociali così solerti in altri casi a togliere l’affido di minori, non resta che continuare a tenere gli occhi aperti e le mani ben ferme sul portafogli.
L’altro episodio è accaduto poco dopo mezzanotte in via di Torrevecchia, alla periferia ovest della Capitale. Cinque teppisti hanno circondato un poliziotto che stava inseguendo a piedi alcune persone che avevano affisso alcuni manifesti abusivamente, lo hanno minacciato e lo hanno picchiato: un vero e proprio tentativo di linciaggio, sventato solo dall’arrivo in auto del collega dell’agente. È cominciato tutto quando il poliziotto è stato accerchiato dai cinque che gli hanno sbarrato la strada. Uno ha iniziato ad inveire contro di lui. L’agente ha fermato quest’ultimo per identificarlo ma a quel punto sono arrivate una ventina di persone che hanno iniziato a spintonarlo per favorire la fuga dell’uomo fermato. Solo il sopraggiungere dell’altro poliziotto e di alcuni passanti ha scongiurato il peggio per l’agente, che nel frattempo era stato afferrato da due teppisti mentre un terzo lo colpiva al torace. Visto l’arrivo dei rinforzi, la maggior parte delle persone coinvolte nell’aggressione si è dileguata, ma tre sono stati bloccati. Mentre uno dei fermati, il primo che aveva aggredito il poliziotto, stava salendo sulla volante, uno degli altri si è avvicinato e, afferrato per un braccio l’agente di polizia, ha chiuso ripetutamente lo sportello dell’auto con l’intento di favorire la fuga dell’uomo. Anche quest’ultimo aggressore è stato quindi bloccato e accompagnato in commissariato.