Napolitano e papa Francesco a colloquio nella sala del Tronetto. La stretta di mano e i temi caldi dell’attualità

La stretta di mano fra Papa Francesco e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la gioia dei fotografi, qualche battuta per rompere il ghiaccio (anche sul «maggio particolarmente piovoso») e poi 24 minuti di colloquio a porte chiuse, lontano dalle telecamere. Quella che si è appena conclusa in Vaticano è la prima visita ufficiale di Napolitano dopo l’elezione di Bergoglio. Alla Sala del Tronetto, il capo dello Stato, in compagnia della moglie Clio, è stato accolto dal Papa che lo ha invitato ad entrare nella biblioteca. «È un dovere di tutti difendere la libertà religiosa e promuoverla per tutti. Nella tutela condivisa di tale bene morale si trova, inoltre, anche una garanzia di crescita e di sviluppo dell’intera comunità», ha detto papa Francesco aggiungendo che la libertà religiosa oggi «é più spesso affermata che realizzata». I gravi oltraggi inflitti a tale diritto primario – ha aggiunto il Pontefice – sono fonte di seria preoccupazione e devono vedere la «concorde reazione dei Paesi del mondo nel riaffermare, contro ogni attentato, l’intangibile dignità della persona umana».

Rivolgendosi al presidente Napolitano, poi ha definito «preoccupanti  i fenomeni come l’indebolimento della famiglia e dei legami sociali, la decrescita demografica, la prevalenza di logiche che privilegiano il profitto rispetto al lavoro, l’insufficiente attenzione alle generazioni più giovani e alla loro formazione, in vista anche di un futuro sereno e sicuro». In questo contesto difficile papa Francesco ha invitato a garantire e sviluppare «l’impianto complessivo delle istituzioni democratiche, alle quali nei decenni trascorsi hanno contribuito in modo determinante, leale e creativo i cattolici italiani». E di «limpida collaborazione» tra Stato e Chiesa,  prevista «dalla lungimirante Costituzione italiana» nella quale il principio della libertà religiosa è un «cardine», ha parlato il presidente della Repubblica che ha “confidato” al papa di essere già molto caro agli italiani. «È nostro dovere difendere le libertà religiose ovunque esse siano colpite», ha assicurato Napolitano. Al termine del colloquio papa Francesco ha rivolto un saluto «all’intero popolo italiano che, attraverso i suoi rappresentanti, l’ha recentemente rieletta» ha detto guardando negli occhi a Napolitano. Per rendere visivamente il rapporto tra i due Stati, il pontefice ha usato l’immagine dei «due colli, il Quirinale e il Vaticano, che si guardano con stima e simpatia».