Monti chiama, l’Udc non risponde. Cresce la tensione tra i centristi e la Cosa bianca non decolla

Lista Civica chiama, l’Udc non risponde. Monti, però, non si scoraggia e va avanti con la sua creatura con il piglio decisionista del leader. Entro quindici giorni l’assemblea di Scelta Civica dovrà approvare il suo nuovo statuto che di fatto trasformerà il cartello elettorale in un partito vero, con tanto di tesseramento. La campagna acquisti è aperta e ieri l’ex premier ha rivolto un’offerta di adesione agli “amici” dell’Udc. Per tutta risposta Lorenzo Cesa ha detto pubblicamente che non se ne fa niente: «Non c’è né una linea chiara né idee precise sul futuro. Solo litigi permanenti a cui noi dell’Udc assistiamo, il più delle volte, come spettatori». Se questa è la nuova politica – alza i toni – contava 100 volte più Casini nella scorsa legislatura, che oggi Scelta civica con il doppio dei parlamentari».

L’accusa è pesante e conferma la tensione crescente tra il neo partito montiano e i centristi. Monti cerca di minimizzare spiegando che non si tratterebbe di una «fusione» ma dell’apertura «di una fase costituente per dar vita ad un’area riformatrice di centro», ovviamente anche con l’ex presidente della Camera Casini. L’Udc, però, non ci sta ad ammainare le proprie insegne e a confluire nella Cosa bianca. Nel frattempo Monti lancia un avvertimento al governo Letta, sempre nel solco della lealtà, ovviamente. «È arrivato il momento di alzare l’asticella. Bisogna incalzare il premier perché appartiene a un partito che presume di avere la visione più chiara. Lo avviso il premier che su questo terreno saremo molto incalzanti ed eserciteremo la nostra credibilità». Ma dietro il “noi” non è chiaro quali sarebbero le truppe scelte. Benedetto Della Vedova, montiano doc,  si mostra sorpreso dal «nervosismo nei confronti di Scelta Civica» e assicura che il nuovo progetto «non deve escludere affatto l’Udc anche se è chiaro che un processo costituente credibile non può partire da un accordo a due Casini-Monti». Sullo sfondo l’incontro Todi 3 che punta al battesimo del nuovo soggetto politico di centro.