Milano, a giudizio la segretaria di una scuola: travestendosi da uomo avrebbe abusato di una bambina

La notizia lascia di stucco, fa davvero pensare alla trama di un film dell’orrore e trapela dopo le immagini choc trasmesse dai tg su un altro turpe episodio, quello relativo al ragazzino autistico picchiato in classe dalle maestre nel Vicentino. In questo caso invece si tratta di una donna con la parrucca, che «si trasforma in un maschio», la quale ha maltrattato e violentato una bambina di appena tre anni nella scuola materna di Milano cui era iscritta per frequentare il centro estivo. La storia risale a due anni fa, ma solo ora è venuta fuori con il rinvio a giudizio dell’aguzzina, una signora di 54 anni, M.B, che all’epoca dei fatti — se verranno confermati al processo — era segretaria dell’istituto in cui si è consumato l’incubo. Dovrà rispondere di violenza sessuale e percosse. I genitori di un altro bambino, iscritto alla stessa scuola, avevano denunciato fatti simili, ma il caso è stato archiviato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna — che era stata maestra prima di passare «per problemi di salute» alla parte amministrativa — chiedeva di vegliare i piccoli nell’ora del riposo pomeridiano. Le maestre la lasciavano fare. I carabinieri, grazie alle immagini delle telecamere, scoprivano così che la segretaria M.B., che aveva perso i capelli a causa del cancro, indossava una parrucca che toglieva al momento in cui restava sola coi piccoli, nella penombra della stanza dedicata al loro riposo. Qui, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbe iniziato l’incubo, almeno per una bambina. La donna — «che faceva un gioco di magia, si trasformava in un maschio e cambiava voce», così hanno raccontato anche altri alunni — si sdraiava vicino ai piccoli «per fare le coccole». Coccole che, stando al racconto della bambina e alla ricostruzione degli inquirenti, si sarebbero trasformate in una vera e propria violenza sessuale.

Nell’ottobre del 2011 la signora è stata iscritta nel registro degli indagati. Nel frattempo si era messa in aspettativa e quindi non era più a contatto coi piccoli. Da allora sono dovuti passare quasi due anni prima del rinvio a giudizio: a settembre il processo. Questo caso ricorda da vicino quanto avvenuto nell'”asilo degli orrori” a Rignano Flaminio, vicino Roma, per la cui vicenda però un anno fa tutti gli imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto, destando non poche perplessità e polemiche: secondo il Tribunale di Tivoli in quella scuola non ci fu alcun abuso sessuale.