Metti una “jam session” al Pirellone con Maroni e Jannacci jr. al piano a duettare…

Metti un sera al trentanovesimo piano del Pirellone e cosa vedi? La coppia che non t’aspetti. Il governatore leghista Roberto Maroni seduto al  pianoforte a duettare con Paolo Jannacci, talentuoso musicista jazz, figlio del grande Enzo. Di certo non un duetto politico viste le simpatie spiccate di Paolo per la sinistra, legatissimo al comico ultrà dell’antiberlusconismo Paolo Rossi, con il quale a Che tempo che fa, insieme a Fabio Fazio ha recentemente partecipato a una trasmissione sul papà scomparso. Un ossimoro politico che si stempera suo tasti del piano, sul palco allestito nel palazzo della Regione Lombardia per ricordare l’amato cantante milanese nel giorno in cui avrebbe compiuto 78 anni. «Sono felice di poter fare questo omaggio a papà, a Milano», dice Paolo intervenendo prima dell’avvio del concerto, evento riservato a poche autorità e amici. Imbarazzi nessuno, anzi. «Mi avete fatto un regalo. Faremo questo omaggio musicale, con i compagni di una vita, vecchi e nuovi», continua il figlio del cantautore scomparso il 29 marzo, arrivato insieme alla madre. Così va in scena il concerto voluto dalla Giunta lombarda per ricordarlo. Con la cornice di una Milano vista dall’alto di tetti e palazzi, eseguiti tanti brani a lui cari. Anche gli invitati sono per così dire, “trasversali”, da Fabio Fazio a Ombretta Colli, da Michele Serra a  Massimo Boldi, da Renato Pozzetto aTeo Teocoli, da Paolo Rossi a Cochi Ponzoni. «Abbiamo suonato qui al 39esimo piano per essere più vicini a dove si trova Enzo adesso». Alle 20 e 13 un tweet di Roberto Maroni spiega così il senso di questa “jam session” improvvisata, fatta col cuore. Il «concerto», tra lacrime e sorrisi, è stato dato quasi in «diretta streeming» visto che il pubblico lo ha potuto seguire attraverso un monitor al piano terra. A chi gli chiede qual è il suo brano preferito, Maroni risponde El purtava i scarp de tennis. «È profondo, perché ci ricorda quanto sia importante stare con i piedi per terra – ha detto il governatore – Quanto si debba stare attenti a non lasciarsi affascinare dalle sirene del potere, ma rimanere sempre in mezzo alla gente, per lavorare e cercare di risolvere i problemi concreti».