L’ostruzionismo grillino mette a rischio i fondi per i terremotati. La demagogia come calamità

Se  i terremotati in Abruzzo non riusciranno a ottenere per tempo i fondi per la ricostruzione delle loro case dovranno probabilmente ringraziare i deputati grillini impegnati in un duro ostruzionismo contro i decreto emergenze. Il provvedimento, all’esame della Camera dopo il via libera del Senato, contiene infatti il finanziamento per l’opera di ricostruzione nelle aree terremotate insieme con altre misure riguardanti l’Expo di Milano, il rilancio dell’area industriale di Piombino, la riforma delle Camere di Commercio, e l’acquedotto della Puglia. È un classico decreto “salciccia” , come si dice in gergo politico-parlamentare, cioè un provvedimento contenente materie certo eterogenee, ma accomunate dal carattere della necessità e dell’urgenza. E certamente l’Expo e l’area industriale di Piombino tale carattere ce l’hanno non meno che la sacrosanta ricostruzione delle zone terremotate. Be’, ai grillini non sembra importare un fico secco della esigenze dei terremotati d’Abruzzo, degli operai di Piombino, della città di Milano in vista dello storico appuntamento dell’Expo. «Combattiamo per la democrazia» dice Giulia Grillo, parlamentare del Movimento Cinque Stelle.  «Così facendo,  si svuota il Parlamento del potere di legiferare utilizzando il deputato solo per dire sì e premere il bottone corrispondente». Poverini queste matricole del Parlamenti costrette a fare i travet della democrazia!

La posizione grillina è inoltre spiegata in una nota ufficiale del Gruppo parlamentare. «Oggi a Montecitorio – si legge nella nota-  si sarebbe dovuto discutere del dl emergenze ma tutti gli emendamenti del M5S, giunto dopo 50 giorni di “parcheggio”al Senato, sono stati bocciati o dichiarati inammissibili, con la motivazione che “non c’è tempo”. Così la Camera è diventata sede di mera ratifica dei provvedimenti del Governo. Ci chiediamo quindi a cosa serva la Camera dei Deputati se non è possibile entrare nel merito di un provvedimento che ha al suo interno disposizioni eterogenee e dispone un impegno finanziario importante». Capito? Qui migliaia di persone rischiano di rimanere senza casa e senza lavoro solo perché la Commissione competente della Camera non ha ritenuto di approvare gli emendamenti grillini e solo perché i parlamentari pentastellati non ci stanno a fare i “travet”. Ora, che ci sia un uso anomalo della decretazione d’urgenza è indubbiamente vero.Ma non è certo questo il caso per sollevare il problema. Che comunque si può risolvere soltanto attraverso la riforma dei regolamenti parlamentari e, soprattutto, attraverso una riforma costituzionale che snellisca il lavoro delle Camere, che ponga fine al bicameralismo perfetto, che ridisegni i rapporti tra Governo e Parlamento.  L’improvvida iniziativa grillina nasce probabilmente dalla necessità del  Movimento 5 Stelle  di recuperare visibilità e credibilità dopo le brutte cadute di immagine degli ultimi mesi. L’ostruzionismo è il modo migliore per recuperare consensi (o almeno  tentarlo). Ma l’ostruziomismo, come insegnavano Almirante e Pannella, bisogna saperlo usare. E, soprattutto, sapere quando usarlo.