L'”Osservatore romano” difende Palatucci: «Dietro la accuse una campagna contro la chiesa di Pio XII»

Giovanni Palatucci è stato «trasformato da Giusto tra le nazioni a persecutore di ebrei», attraverso una operazione di «testimonianze taciute e documentazione mancante» per cui «l’ideologia si sostituisce alla storia» per «colpire la Chiesa di Pio XII». Lo scrive l’Osservatore romano in un articolo con richiamo in prima, firmato dalla storica di origini ebraiche Anna Foa. «L’impressione è – scrive Foa a conclusione di un ampio articolo sulle accuse rivolte in questi giorni alla figura di Palatucci – che in realtà la questione sia un’altra, quella della Chiesa di Pio XII, e che in Palatucci si voglia colpire essenzialmente un cattolico impegnato in un’opera di salvataggio degli ebrei, un supporto all’idea che la Chiesa si sia prodigata a favore degli ebrei, un personaggio sottoposto a una causa di beatificazione». Secondo Foa, «è vero che sul caso Palatucci le ricerche storiche di prima mano sono state poche, che numeri e fatti sono stati sottoposti ad interpretazioni agiografiche. Ed è anche probabile che in seguito alle ricerche in corso i numeri andranno ridimensionati, che alcuni eventi andranno riletti. Ma ora come ora, in presenza di condanne infondate tanto definitive, ciò che è fondamentale è rispondere attraverso la documentazione a queste semplici domande: Palatucci ha o no salvato degli ebrei? Palatucci ha o no denunciato degli ebrei? Solo a queste domande ci aspettiamo che i documenti diano una risposta. Tutto il resto è commento».

Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume italiana, era stato definito lo Schindler italiano per aver salvato circa cinquemila ebrei dallo sterminio nazista. Nel 2001 papa Giovanni Paolo II lo ha dichiarato martire e poi Servo di Dio, iniziando il processo di beatificazione. È di questi giorni, invece, uno studio condotto dal centro Primo Levi di New York che dopo avere esaminato documenti italiani e tedeschi, avrebbe riscontrato che dei cinquecento ebrei residenti a Fiume solo il 20 per cento non venne deportato ad Auschwitz. Dopo aver ricevuto la notizia il nome di Palatucci è stato tolto da quelli dei “Giusti tra le nazioni”, allo Yad Vashem, il memoriale dell’Olocausto di Gerusalemme e il Museo dell’Olocausto di Washington ha ritirato ogni informazione esposta su di lui.