Lorenzin: nel 2014 non ci saranno altri tagli alla sanità. Esclusi nuovi ticket

Stop ai due miliardi aggiuntivi di ticket sanitari dal primo gennaio 2014, perché «una sentenza della Corte costituzionale nel 2012 (la n.187 che ha reso non operante la misura di compartecipazione alla spesa sanitaria per l’importo pari a 2 miliardi dal 2014 prevista dal d.l. 98/11 in sede di predisposizione della legge di bilancio 2014-2016, ndr) ha stabilito che lo Stato ha usato uno strumento illegittimo. Quel punto della manovra è stato cancellato, tanto che il Documento di economia e finanza 2013 ha preso atto della sentenza e l’ha corretto. Quindi è già scritto, niente nuovi ticket». Lo assicura in una intervista al “Corriere della Sera” il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, chiarendo che non ci saranno altri tagli al Fondo sanitario nazionale, ma nemmeno aumenti: «Intanto assicuriamoci di poter lavorare senza scossoni con il fondo che già esiste. In quattro anni – sottolinea – siamo riusciti a tagliare 4 miliardi di deficit sui 6 previsti. Un sacrificio immane per le Regioni e le strutture. Restano due miliardi da recuperare. Ma nel giro del 2015 il deficit dovrebbe essere rientrato». E «ci sono altri margini di risparmio» attraverso «la programmazione regionale e iniziative di razionalizzazione, come ad esempio portare a regime la sanità elettronica, il riordino delle reti ospedaliere, la medicina di iniziativa, cioè di prevenzione attiva, l’assistenza domiciliare». In ogni caso una riforma complessiva della compartecipazione della spesa sanitaria sarebbe necessaria per renderla «più equa» ed è «un tema legato alla riforma fiscale e alla pressione sulle famiglie». Ma «in questa fase economica bisogna stare attenti che eventuali contributi modulati diversamente non abbiano una ricaduta negativa». Quanto ai rapporti con il ministero dell’Economia – precisa la Lorenzin – «non abbiamo complessi di inferiorità. Ho trovato in Fabrizio Saccomanni un interlocutore sensibile ai problemi sociali. Non ci sono poliziotti buoni e cattivi, miriamo ambedue allo stesso obiettivo». Anche per questo il ministro della Salute ha scelto per il suo gabinetto tecnici dell’Economia: «L’obiettivo è tradurre in linguaggio economico le scelte sulla salute. Dobbiamo fare proposte attuabili, basate sulla conoscenza e sulla concretezza. Solo così non saremo sudditi».