Lorenzin: avviamo un confronto sull’orario di lavoro dei medici, occorre disciplinarlo meglio

In Italia «il fenomeno dei farmaci contraffatti appare pressoché inesistente, con una percentuale pari allo 0,1% sui prodotti presenti sul nostro mercato». Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rispondendo ad una interrogazione durante il “question time” alla Camera dei deputati. Da noi, dunque, il fenomeno della contraffazione è «sotto controllo», e ciò grazie «principalmente – ha precisato – al sistema di tracciabilità del farmaco, che consente il monitoraggio attraverso il bollino a lettura ottica, ma anche grazie all’azione di contrasto portata avanti da alcuni anni dalla task force formata da ministero, Agenzia italiana del farmaco, carabinieri del Nas e Istituto superiore di sanità».
Ma il tema principale, affrontato nel corso del “question time”, è stato quello dell’avvio di un confronto finalizzato all’applicazione della disciplina sull’orario massimo di lavoro settimanale e sul diritto al riposo per il personale medico e sanitario, così come previsto dalla direttiva europea in materia. Il ministro ha sottolineato come l’Italia rischi in tale ambito una procedura di infrazione. La Commissione europea ha infatti invitato il nostro Paese, pena il deferimento alla Corte di giustizia europea, a prendere le misure necessarie per confermare la normativa Ue nell’ambito della legislazione nazionale. A questo proposito – ha annunciato la Lorenzin – «ho firmato una nota indirizzata al ministro degli Affari europei, con cui ho proposto l’esigenza di avviare un confronto – anche con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con il Dipartimento della funzione pubblica e con l’Aran – per condividere soluzioni volte a ripristinare anche per il personale medico e sanitario la validità delle disposizioni sull’orario massimo di lavoro settimanale e sul diritto al riposo così come previsto dalla direttiva Ue».
Ultimo argomento discusso è stato quello di una campagna di informative mirate e finalizzate alla prevenzione delle patologie dei giovani. Ricordando come con l’abolizione della visita di leva sia venuta meno una importante “fase di filtro” proprio al fine della prevenzione di varie patologie, la Lorenzin detto: «Stiamo studiando misure per attivare delle campagne informative per promuovere tra i giovani a ridosso della maggiore età percorsi di prevenzione, che implicano controlli sanitari preventivi presso medici e strutture del Sistema sanitario nazionale». Tali percorsi – ha spiegato – sono finalizzati alla «diagnosi precoce di patologie, anche genetiche, la cui cura può costituire per il Sistema sanitario nazionale anche un risparmio notevole di costi per gli anni successivi».