L’onda lunga dei “tecnici”: i prezzi tornano a crescere. E c’è ancora chi difende l’aumento dell’Iva…

Crescono i prezzi, subiamo ancora le conseguenze dell’aumento della benzina. E torna a farsi sentire il peso dei provvedimenti di Monti. Sale l’inflazione, passando nel mese di giugno all’1,2% dall’1,1% di maggio. Solo un leggero rialzo ma che arriva dopo un lungo periodo: l’Istat non registrava un’accelerazione da ben dieci mesi. Rincara anche il “carrello”, con i prezzi dei prodotti acquistati quotidianamente che crescono dell’1,7%. Ecco che riprende a farsi sentire lo spread con il tasso generale. Infatti a spingere l’inflazione sono proprio le spese più frequenti, come quelle per i prodotti alimentari, in particolare frutta e verdura, e carburanti. Inoltre ad alzare l’asticella dei listini contribuisce l’arrivo della stagione estiva, con il tradizionale ritocco all’insù dei biglietti per traghetti ed aerei. Non stupisce così se le nuove stime dell’Istituto di statistica trovano le associazioni dei consumatori sul piede di guerra. Più cauti i commercianti, che parlano di un livello coerente con la crisi. Di certo a riscaldare il fronte prezzi sono benzina e diesel, per entrambi le quotazioni tornano a crescere a confronto con il mese precedente: la verde sale dell’1,2% e il gasolio aumenta dell’1,0%; mentre entrambi su base annua, pur presentando ancora variazioni negative, rallentano la caduta. Intanto continua la rimonta per i prodotti della tavola, soprattutto rispetto allo scorso anno, con in testa gli aumenti per frutta (+6,9%) e verdura fresca (+11,2%). E inizia a colpire il caro-vacanze, con il traghetti rincarati in un solo mese del 13,1%. Segnali giudicati preoccupanti da Federconsumatori e Adusbef, visto che il calo dei consumi ancora tiene molto bassa la domanda. Infatti le due organizzazioni calcolano una stangata annua per una famiglia di tre persone pari a 604 euro. Di minore entità è l’aumento stimato dal Codacons (419 euro), che però avverte come il rialzo dell’inflazione, pur se di un solo decimo di punto, segna una pericolosa inversione di tendenza. Diversa la posizione di Confcommercio, secondo cui al netto di fattori stagionali «la dinamica inflazionistica risulta particolarmente contenuta e in linea con una situazione della domanda ancora eccezionalmente critica». Sulla stessa lunghezza d’onda Federdistribuzione, che chiede al governo di «trovare in autunno le risorse necessarie per scongiurare definitivamente» l’aumento dell’Iva. Invece Coldiretti punta il dito contro «una pazza primavera», alla base dell’impennata registrata per alcuni prodotti alimentari. Lo stesso fa la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che addossa la colpa alla «lunga ondata di maltempo».