Letta si sente in bilico e corre ai ripari: giro di consultazioni con i leader della maggioranza

La situazione si fa sempre più complicata per il premier Enrico Letta che, proprio per testare la possibilità del governo di durare, avvia un giro di consultazioni con i leader di Scelta Civica, Pd e Pdl. Stasera è previsto un incontro con Mario Monti; domattina Letta incontrerà Guglielmo Epifani e domani sera Silvio Berlusconi. Nel Pdl si fanno intanto più insistenti le voci di quelli che non sono disposti ad accettare ulteriori compromessi sulle larghe intese, soprattutto mentre è in atto un processo di emarginazione per via giudiziaria di Silvio Berlusconi.

“Non arretreremo di un centimetro – avverte Daniela Santanchè, che proprio oggi è stata proposta da Sandro Bondi come futura coordinatrice del partito – se il governo vuole avere quest’ampia maggioranza parlamentare sa bene cosa deve fare, sia sull’Iva che sull’Imu”. Intervenendo su Raitre, alla domanda se il governo è destinato a cadere se non rispetterà gli impegni su Iva e Imu Santanchè ha risposto: “Sì, certo” – ha risposto al conduttore Oliviero Beha – Non permettiamo al governo di comprare il tempo, mi pare che ne abbia già comprato molto”. Tra le voci critiche anche quella di Augusto Minzolini, oggi senatore del Pdl: “Un governo di larghe intese come questo avrebbe avuto senso se avesse avuto una grande mission: non si possono mettere insieme bianco e nero per un programma ragionieristico come quello che si sta portando avanti. Quello che manca qui è il pathos, l’incapacità di andare oltre dei limiti che potrebbero essere gestiti da un qualunque governo”. Per Minzolini il rischio è che il governo Letta assomigli troppo al governo Monti.

Non la pensa così il vicepresidente Ue Antonio Tajani, per il quale il governo “deve andare avanti per far ripartire l’economia reale” forte dell’ “apprezzamento” che “raccoglie in Europa perché frutto di un accordo responsabile tra le principali forze politiche”. E a sostegno di Letta si fa vivo su Facebook Mario Monti: “La settimana che comincia si annuncia carica di tensioni politiche e forse anche finanziarie. Un indebolimento del governo, o una forzata deviazione dal percorso tracciato dal presidente Letta quando ottenne la fiducia del Parlamento, sarebbe pagato dai cittadini e dalle imprese attraverso un ritardo della ripresa economica e maggiori tassi di interesse”. Il premier, secondo Monti, “non deve sentirsi tenuto a mantenere promesse elettorali fatte, talora irresponsabilmente, dai partiti”.