Le “spiate” di Facebook e Microsoft: nel 2012 forniti alla Cia i dati di 60mila utenti

Facebook ha ricevuto tra 9.000 e 10.000 richieste di dati di utilizzatori da varie entità governative statunitensi nella seconda metà del 2012, riguardanti gli account di un numero tra 18.000 e 19.000 dei propri utenti. Il più grande social network mondiale ha postato il dato in un blog. L’azienda ha aggiunto di aver diffuso l’informazione dopo il raggiungimento di un accordo sulla divulgazione con le autorità nazionali statunitensi della sicurezza. Allo stesso modo di Facebook, varie altre aziende di Internet hanno stretto un accordo col governo federale per diffondere notizie sul numero di richieste di controllo ricevute, secondo quanto rivelato da due fonti vicine alla vicenda. L’accordo sottolinea la pressione imposta al governo e alle aziende della Rete dopo le notizie filtrate la scorsa settimana, nell’ambito del Datagate, sul programma di controllo degli stranieri da parte della National Security Agency. Anche Microsoft come Facebook ha deciso di rivelare il numero di informazioni riservate sugli utenti chieste al gigante del web dal governo e dall’intelligence americana sulla base del programma Prism, quello che ha scatenato negli Usa il Datagate. Nel 2012 – spiega il gruppo fondato da Bill Gates – le richieste delle autorità sono state tra le 6.000 e le 7.000, ed hanno riguardato circa 32.000 utenti. «Una minima parte dei clienti Microsoft», ha sottolineato l’azienda.

Ieri a Hong Kong un migliaio di persone è sceso in piazza a sostegno di Edward Snowden, l’ex impiegato della CIA e della NSA si nasconde infatti nell’ex colonia britannica. I sostenitori hanno marciato da Chater Garden fino al Consolato americano concludendo poi la manifestazione alla sede del governo di Hong Kong, a Tamar. La manifestazione è stata organizzata da una coalizione di gruppi locali per la libertà di stampa e la libertà online, chiamata “Protect Snowden” ma nessun partito politico ha voluto associarsi apertamente a quella che rimane una questione molto controversa. Fra i manifestanti, sotto una pioggia a tratti violenta, anche molti americani. Gli slogan della manifestazione chiedevano la difesa della «libertà di Snowden» e di rifiutare la sua estradizione – non ancora richiesta dagli Stati Uniti, che hanno però avviato un’indagine giudiziaria nei suoi confronti.