La Ue sale a quota 28: entra Zagabria. Ma la crisi economica spegne l’entusiasmo dei croati

L’Unione europea sta per arrivare a quota 28. La Croazia tra cinque giorni entrerà ufficialmente nella grande organizzazione sovranazionale del Continente.  Ma non saranno solo rose e fiori. L’economia croata è in recessione per il quinto anno consecutivo. Alti anche gli indici del  debito pubblico e  alto anche il tasso di disoccupazione, specie fra i giovani. I dati economici negativi, quelli nazionali e quelli che arrivano dall’Eurozona, sono all’origine dell’atmosfera di indifferenza e anche di impotenza che pervade la società croata alla vigilia di uno dei più importanti passaggi storici del Paese. Anche i costi dei festeggiamenti per l’adesione alla Ue, ai quali prenderanno parte domenica prossima 16 capi di Stato, 15 premier e numerose delegazioni straniere di vario rango, sono abbastanza modesti, circa un milione di euro, «adeguati alla situazione attuale», come è stato spiegato dal governo. A maggio la disoccupazione è scesa poco sotto il 20%, pari a circa 330 mila persone, solo grazie però alle assunzioni stagionali nel turismo, l’unico settore a non risentire della crisi. Quella giovanile è la terza in Europa, al 51%, subito dopo Grecia (59%) e Spagna (55%) e di molto superiore alla media europea, che è del 23%.

Con questa situazione come sfondo, il 52% dei croati intervistati in un sondaggio sostiene che le celebrazioni per l’adesione sono “solamente uno spreco”, il 70% dei giovani spera di trovare un lavoro all’estero. L’appoggio all’ingresso in Europa, che da vent’anni è l’obbiettivo strategico nazionale, resta comunque alto, al 61%. Anche dalla Commissione europea arrivano previsioni cupe per il nuovo stato membro: un’ulteriore contrazione del Pil dell’1% quest’anno e una lieve, quasi impercettibile, ripresa nel 2014, dello 0,2%. Più preoccupanti sono i dati della spesa pubblica, che nonostante una politica di austerità e una severa disciplina fiscale, continua a pesare troppo sui dati macroeconomici della Croazia. Da Bruxelles hanno già dato segnali di malumore indicando che il debito pubblico croato è ora al 54%, e nel 2014 potrebbe facilmente superare la soglia del 60%. Lo stesso vale per il deficit pubblico, quest’anno calcolato al 4,7%, dunque già al di fuori delle regole europee, che impongono un tetto del 3%. Non è pertanto escluso che una delle prime esperienze di Zagabria come membro dell’Ue sia l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Insomma, la luce della ventottesima stella dell’Unione europea è assai fioca. E la festa vera verrà rimandata a tempi migliori.