La Idem alza bandiera bianca. Se ne va senza lasciare rimpianti: la coerenza , in politica, ogni tanto trionfa

Alla fine il buon senso, il buon gusto, e quel minimo di coerenza che dovrebbero costituire il sale della politica hanno avuto la meglio: Josefa Idem si è dimessa. Ha capito finalmente che non le conveniva più intestardirsi in una posizione divenuta ormai indifendibile. Meglio così, meglio per lei, meglio per il governo e, se ci è consentita un po’ di retorica, meglio per l’Italia.  Che il ministro delle Pari Opportunità fosse oramai a fine corsa  lo si era capito perfettamente già nella conferenza stampa di sabato scorso , quando Josefa ha lasciato furibonda la conferenza stampa, perché indispettita dalle domande dei giornalisti.  Nessuno aveva probabilmente avvertito la Idem, al momento dell’incarico, che la politica è così. Bisogna saper accettare domande irriverenti e critiche aspre senza considerarle un atto di Lesa Maestà. Almeno Scajola, il ministro della case regalategli a “sua insaputa”, ebbe il buon gusto non intestardirsi a  occupare una poltrona sfidando l’impopolarità.

Dal caso specifico della Idem ci sono però trarre due significative lezioni. Primo: quando i rappresentanti della mitica società civile scendono in politica (e assumono posti di responsabilità), succede poi spesso che si rivelino una frana. Ed è lo stesso caso del Movimento 5 Stelle. Non è cattiveria né malevolenza. È la semplice constatazione che ognuno deve saper far bene il proprio mestiere. E , quando non ha esperienza, dovrebbe almeno avere l’umiltà di chiedere consiglio. Invece, chi sbarca sul pianeta della politica, lo fa normalmente con l’aria di chi vuole civilizzare un terra abitata da selvaggi. Secondo: nella Idem si rivela il tipico tartufismo di certa sinistra. Guardare la pagliuzza nell’occhio altrui e dimenticarsi di guardare la trave presente nel proprio.

Per la cronaca,  riferiamo che le dimissioni della Idem sono venute dopo un colloquio tra la ministra e il premier Letta. Particolare curioso, le dimissioni della ministra  erano state sollecitate, tra gli  altri,  da due Presidenti di Regione di opposta tendenza politica: Roberto Maroni e Nichi Vendola. Se il governatore della Lombardia aveva detto che «quello che è successo è una vergogna», il suo omologo pugliese ha dal canto suo rilevato che «Idem farebbe bene a dare  le dimissioni, così si fa». Josefa Idem è riuscita nel miracolo  di creare sintonia tra chi normalmente se le dà di santa ragione. A qualcosa pure è servita  questa triste vicenda.