La Grecia non esce dal tunnel: a mezzanotte la Tv di Stato sospende le trasmissioni. A casa 2800 dipendenti

Il portavoce del governo ellenico Simos Kedikoglou, ha annunciato la chiusura della radiotelevisione pubblica e il licenziamento di tutti i suoi 2.800 dipendenti. La decisione rientra nell’ambito del programma delle privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale concordato con la troika. A causa della crisi, la Ert, la Rai greca, a partire dalla mezzanotte di oggi sospenderà le trasmissioni. Kledikoglu ha spiegato che la Ert sarà sostituita «da una struttura moderna ma non di proprietà pubblica», che opererà con personale ridotto, mentre ha assicurato che il personale Ert sara compensato. Kedikoglou ha aggiunto che «in un momento in cui al popolo greco vengono imposti sacrifici non ci possono essere entità intoccabili che possono restare intatte quando si applicano tagli ovunque». In particolare la Ert viene ritenuta un caso particolare di «incredibile spreco di denaro pubblico» dato che viene a costare da tre a sette volte le altre tv e ha da quattro a sei volte il personale di altre strutture con ascolti ridotti.

Ieri ad Atene si è tenuto il vertice dei rappresentanti dei creditori internazionali del Paese – il danese Paul Tomsen (Fmi) e i tedeschi Matthias Mors (Ue) e Clauss Mazuch (Bce) – per valutare i progressi registrati sul fronte dell’economia e riprendere le trattative con il governo ellenico sugli argomenti ancora in sospeso, tra cui le privatizzazioni, la richiesta dell’esecutivo di ridurre l’Iva sui prodotti alimentari e nel settore della ristorazione, la tassa sugli immobili e il licenziamento di 4.000 dipendenti statali entro la fine dell’anno. Un giorno dopo è arrivata la prima decisione choc del governo greco: non sarà l’ultima.