La Gambaro espulsa dal “popolo” M5S. La purga staliniana è approvata dal Soviet del web

Il Soviet supremo dei grillini ha deciso: Adele Gambaro va espulsa. Il 65 per cento degli aventi diritto si è pronunciato sul Blog  sostegno della cacciata della parlamentare dissidente. Di pura circostanza  le dichiarazioni di Nicola Morra, presidente dei senatori pentastellati: «Sono umanamente dispiaciuto ma ricordo a me stesso che vanno coniugate libertà e responsabilità».  Questa la motivazione della “sentenza” che compare sul Blog: «La senatrice Adele Gambaro ha rilasciato dichiarazioni lesive per il M5S senza nessun coordinamento con i gruppi parlamentari e danneggiando l’immagine del M5S con valutazioni del tutto personali e non corrispondenti al vero». Intanto cominciano già a scoppiare le polemiche. Giovanni Favia, ex esponente grillino che ha già sperimentato sulla propria pelle i rigori dell’ “Inquisizione”  pentastellata mette in discussione la regolarità e legittimità del “referendum” digitale anti Gambaro:  «O una società terza certifica o l’operazione di voto è illegittima e Adele Gambaro non dovrebbe riconoscerne la validità». In effetti, se c’è un campo oscuro e opaco è proprio quello della cosiddetta democrazia 2.0. Chi garantisce che i voti giunti al Blog rappresentino effettivamente la maggioranza del popolo web pentastellato?

In realtà, il problema va comunque ben al di là dei profili strettamente tecnico-elettronici. Perché è l’intera vicenda ad odorare fin dall’inizio da vecchia purga staliniana. La senatrice aveva semplicemente espresso una critica alla leadership di Grillo sul movimento, sostenendo che  stava allontanando dal M5S molti potenziali sostenitori. Tanto è bastato per scatenare l’ira di Beppe, che ha ricoperto di contumelie la povera parlamentare. La Gambaro non si è data per vinta e ha minacciato Grillo di querela. Al suo fianco sono anche scesi vari grillini sul Blog. Ma non c’è stato niente da fare. Ilculto della personalità imperversa tra il “popolo” pentastellato. L’Italia e l’Europa hanno triste esperienza delle ondate di fanatismo di massa.  E mai come in questo caso bisognerebbe ricordare una vecchia batuta di Renzo Arbore: «Meditate  gente, meditate».