Istanbul, la tensione si allenta. Musica classica a piazza Taksim, i giovani offrono fiori alla polizia

Via per tre giorni il premier Recep Tayyip Erdogan, in visita ufficiale nel Maghreb fino a giovedì 6 giugno, il presidente turco Abdullah Gul e il vicepremier Bulent Arinc hanno tentato di calmare una situazione che i duri scontri fra la polizia e decine di migliaia di manifestanti antigovernativi hanno reso incandescente in tutto il Paese. Dopo un colloquio con Gul, Arinc, capo del governo ad interim in assenza di Erdogan, ha ammesso errori nella gestione della protesta iniziale contro la distruzione del Gezi Park a Istanbul e si è scusato con i manifestanti scesi in campo per salvare i 600 alberi del parco, condannati per fare spazio a un centro commerciale. La repressione della protesta aveva innescato una rivolta di massa su scala nazionale del “popolo laico”. Arinc ha annunciato che nelle prossime ore incontrerà i manifestanti di Istanbul. L’intervento del vice di Erdogan, e l’assenza per buona parte della giornata di dichiarazioni muscolari da parte del premier, di cui i manifestanti chiedono le dimissioni, sembrano avere un po’ calmato le acque. A Kizilay, nel cuore di Ankara, teatro degli scontri più violenti degli ultimi giorni, alcune centinaia di manifestanti e un robusto cordone di agenti anti-sommossa si sono fronteggiati senza incidenti per buona parte della giornata. Alcuni manifestanti hanno perfino offerto fiori ai poliziotti. Lunedì in diverse città del Paese, Ankara, Istanbul, Smirne, Antalya, Antiochia, si sono registrati violenti incidenti, in particolare attorno agli uffici di Erdogan e del suo partito islamico, l’Akp. La repressione delle manifestazioni degli ultimi giorni ha fatto secondo le associazioni mediche 3mila feriti, alcuni dei quali gravi, tre i morti. Il sorprendente bilancio ufficiale reso pubblico da Arinc è invece di 244 poliziotti e 64 manifestanti feriti. Un dato che lascia perplessi davanti all’infinità di immagini diffuse sulle reti sociali di pestaggi di ragazzi a terra da parte degli agenti. Dopo la prudente apertura di Arinc, spinto da Gul, che peraltro sin dal primo giorno ha accusato la polizia di brutalità, c’è attesa per le prossime mosse che farà il governo. Siamo al bivio fra un possibile riflusso del movimento o una ulteriore radicalizzazione. In serata alcune migliaia di manifestanti sono tornati ad affollare piazza Taksim, simbolo delle proteste anti-governative di questi giorni, scandendo slogan contro il premier Erdogan. Dopo le esplosioni delle granate assordanti e le nuvole bianche dei lacrimogeni dei giorni scorsi calano le note rassicuranti della musica classica. L’orchestra filarmonica Borusan ha deciso di esibirsi per i manifestanti turchi. Su Taksim, spiega un ragazzo, «fra le cariche della polizia è nata una grande famiglia».