Istanbul, la polizia libera piazza Taksim. Erdogan: «Il parco Gezi serve per le passeggiate…»

Piazza Taksim è libera. La polizia turca entra e sgombra la piazza nel giro di poche ore,  mettendo fine così a una violenta protesta scoppiata il 31 maggio dopo il tentativo  della polizia di allontanare i dimostranti che avevano inscenato un sit-in di protesta contro l’abbattimento degli alberi del parco di Gezi e dilagata poi in tutto il Paese. Dodici giorni di proteste che hanno provocato almeno  almeno cinquemila feriti e provocato la morte di quattro persone e di un agente di polizia. Secco il commento il primo ministro Erecep Tayyip Erdogan: «Mi dispiace, ma il parco Gezi serve per fare le passeggiate, no le occupazioni». Come si vede dalla diretta di Sky Tg24 la polizia quando è entrata nella piazza ha fatto largo uso di lacrimogeni e idranti per tenere a distanza i dimostranti ed evitare il contatto fisoco.  Un numero ridotto, rispetto agli altri giorni, di indignados turchi (ma sono stati arrestati anche in questi giorni dimostranti provenienti dall’estero) si è asserragliato dietro le barricate. Alcuni hanno improvvisato sit-in per bloccare l’avanzata della polizia antisommossa, mentre dietro le barricate altri lanciavano bombe molotov. Pur raccomandando un moderato uso della forza  Erdogan ha invitato la polizia a non cedere  al “ricatto” di quelli che lui definisce “teppisti anarchici” e ha chiarito che il progetto di riqualificazione  di piazza Taksim prevede oltre al taglio di un numero imprecisato di alberi anche l’abbattimento dell’ex centro culturale Ataturk per far realizzare la costruzione  di un nuovo centro dedicato al padre della Repubblica turca affiancato a una grande moschea (nell’intenzione di Erdogan dovrebbe simbolizzare la nuova sintesi tra fede e laicità), nonché un centro commerciale. In questi giorni le proteste degli ambientalisti in difesa degli alberi sono state l’occasione per tutta l’opposizione di scagliarsi contro il governo guidato da Erdogan. Il presidente aveva invitato domenica ad Ankara i sostenitori del suo partito a “dare una lezione di democrazia” ai dimostranti in occasione  delle amministrative che si terranno tra sei mesi. Ma la vera sfida saranno le politiche del prossimo anno in cui i turchi saranno chiamati a esprimersi soprattutto anche risultati di sviluppo economico che sono il vanto dell’attuale premier turco.