Inaugurata a Roma la prima “Casa del Ricordo” per i martiri delle foibe e gli esuli

La Casa del Ricordo, la prima d’Italia, ora ha una sede in via di San Teodoro a Roma, per non dimenticare i martiri delle foibe istriane e dell’esodo delle popolazioni giuliano-dalmate dalle loro terre nell’immediato dopoguerra. «Guai al popolo che perde pezzi di memoria», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno dopo aver tagliato il nastro inaugurale della sede. Antonio Ballarin, presidente associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha ringraziato il sindaco dicendo che «ha mantenuto la promessa e questa Casa del Ricordo è la prima in Italia». «Se non avessimo tenuto fede al protocollo firmato sarebbe mancato qualcosa al mio primo mandato: è un obiettivo umano, non politico», ha aggiunto Alemanno. All’inaugurazione si è giunti attraverso un lungo ma proficuo impegno che ha visto coinvolta l’amministrazione capitolina e le associazioni degli esuli. L’ultimo atto per perseguire questo obiettivo si è svolto a febbraio, quando si è celebrato in Campidoglio, nell’aula di Giulio Cesare, il nono Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe istriane e dell’Esodo delle popolazioni giuliano-dalmate. Nell’occasione infatti fu firmato il protocollo d’intesa cui faceva riferimento il sindaco, tra Roma Capitale e l’Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e la Società di Studi Fiumani, per la nascita della Casa del Ricordo. A quella cerimonia, l’ultima prima della realizzazione del museo, erano presenti, oltre al sindaco, Giorgio Marsan, vice presidente Comitato Provinciale Anvgd, Gianluigi De Palo, assessore capitolino alle Politiche della Famiglia all’Educazione e ai Giovani, Gianluigi Amleto Ballarini, presidente Società Studi Fiumani e Sergio Schürzel, esule da Rovigno d’Istria. Come si ricorderà, dopo decenni di oscuramento, il Giorno del Ricordo (10 febbraio) fu stato istituito con legge 30 marzo 2004, con l’obiettivo di conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre. Da tempo le organizzazioni Anvgd (fondata nel 1947, l’associazione maggiormente rappresentativa sul territorio nazionale e della Capitale degli italiani fuggiti dall’Istria, Fiume e Dalmazia) e la Società di Studi Fiumani (nata nel 1923 e ricostituita a Roma nel 1960, proprietaria dell’Archivio Museo Storico di Fiume), hanno avviato una stretta collaborazione con l’amministrazione di Roma Capitale. Conoscenza storica della tragedia, convegni, mostre, viaggi nei luoghi della memoria e manifestazioni di commemorazione in occasione del 10 febbraio, sono i progetti su cui si è già cominciato a lavorare per onorare l’intesa.