In arrivo un secondo pacchetto di semplificazioni. Berlusconi: «Il decreto del fare è un fatto epocale»

Dopo il decreto del fare è in arrivo un secondo pacchetto in tema di semplificazioni. Come anticipato oggi dal Messaggero, gli interventi riguardano lavoro, privacy, beni culturali, ambiente, scuola e istruzione. Le misure saranno contenute in un disegno di legge che il governo presenterà mercoledì nel Consiglio dei ministri. Tra le novità di rilievo «un nuovo meccanismo taglia-leggi, l’istituzione della figura del tutor d’impresa e una sorta di corsia preferenziale per le pratiche riguardanti fondi europei, che dovranno essere trattate dalle amministrazioni con priorità assoluta». Sul decreto del fare è intervenuto domenica a Studio Aperto Silvio Berlusconi parlando di «un grande risultato», che è frutto di «un fatto epocale», «la collaborazione tra destra e sinistra dopo decenni di contrasti, che io spero possa durare». Per Berlusconi il decreto è «un grande successo», dal momento che il provvedimento contiene diverse misure sostenute dal Popolo della libertà in campagna elettorale, quelle su Equitalia e sullo sblocco dei cantieri in primis. Ma ora bisognerà proseguire sulla strada con l’abrogazione dell’Imu e anche con il blocco dell’aumento dell’Iva. Le risorse, dice Berlusconi,«si devono trovare perché non è possibile che su 800 miliardi di costo della macchina dello Stato non si trovino otto miliardi, quattro per l’Imu e quattro per l’Iva».

Il decreto del fare, che contiene oltre ottanta norme, sblocca 3 miliardi per piccole, medie e grandi opere che porteranno 30 mila posti di lavoro, autorizza l’assunzione di 1.500 ricercatori e 1.500 docenti nelle università, sostiene con vari strumenti il credito alle piccole e medie imprese. Un pacchetto di norme corposo che spazia dalle agevolazioni per il credito delle pmi ad Equitalia, dalle assunzioni nell’università alla liberalizzazione del wi-fi, dal taglio del numero di processi allo sblocco delle opere infrastrutturali. In particolare su Equitalia, non sarà più pignorabile la prima casa, a meno che non sia un immobile di pregio, e aumenta da 2 a 8 il numero massimo di rate inevase per mantenere comunque la rateizzazione del debito fiscale. Inoltre, sulla giustizia civile, è stata decisa una terapia d’urto, ovvero lo smaltimento di 1,2 milioni di pratiche arretrate.