Il Pdl contro la tela di Penelope-Letta: «Blocca l’Iva e poi aumenta gli acconti Irpef e Ires»

«Il presidente del Consiglio dice che per il rinvio dell’Iva non ci sarà alcun aumento delle tasse. Al di là dei toni rasserenanti, anche un’anticipazione delle tasse sarebbe molto sbagliata, fermo restando che sulla questione della copertura finanziaria si fa del terrorismo inutile, giacché sarebbe proprio l’aumento dell’Iva a far diminuire le entrate dello Stato». Nel commento di Maurizio Gasparri c’è l’allarme del Pdl: «Più Iva vuol dire meno acquisti e questo anche il ministro Saccomanni dovrebbe saperlo. In ogni caso, in Parlamento esamineremo con attenzione i provvedimenti varati dal governo. Molte cose sono da chiarire e qualcuna anche da aggiungere o modificare», avverte il vicepresidente del Senato. Un avvertimento ribadito da Anna Maria Bernini: «Al di là delle rassicurazioni del presidente Letta da Bruxelles, dev’essere chiaro che il blocco dell’aumento dell’Iva, che ci auguriamo presto definitivo, non può esser coperto da misure che gravino su chi produce, su chi ha bisogno oggi di liquidità come dell’ossigeno, su chi ha dipendenti da pagare». Per la senatrice e portavoce vicario del Pdl  «il decreto va migliorato in parlamento, perché così com’è rischia di essere una tela di Penelope che di giorno stoppa l’Iva e di notte aumenta l’Irpef e l’Ires, con il risultato che a pagare sono sempre gli italiani».

Come nota la collega di partito Manuela Repetti servono «l’aumento degli acconti di novembre, a cui ovviamente seguirà un saldo proporzionatamente inferiore, porterà l’acconto dell’Irpef al 100% e quello dell’Ires al 101%. Al di là del fatto che suona paradossale che un acconto corrisponda al totale del dovuto e addirittura per quel che riguarda l’Ires si paga a novembre il saldo del 2014 e addirittura un acconto del 2015, sarà un altro salasso per le famiglie e le piccole imprese che subiranno un altro prelievo anticipato di liquidità. Di fatto alla copertura del mancato aumento dell’Iva per ora ci pensano gli italiani, poi a ottobre si vedrà. È ora di finirla con i camouflages ai danni dei soliti noti, gli italiani. È ora di scelte coraggiose, sempre che di questo il governo Letta sia capace». Una posizione condivisa da tutto il partito. Per dirla con Daniele Capezzone «la stangata degli acconti (e già ci vuole coraggio a parlare di acconti, vista l’entità) è inaccettabile, e rischia di rappresentare un colpo gravissimo alla propensione al consumo, e un colpo ancora più grave liquidità delle imprese, ponendo in grande difficoltà artigiani, commercianti, piccole aziende e anche il mondo delle professioni. Dire questo, e correggere questo macroscopico errore, è un modo di aiutare il overno, e di evitargli infortuni».