Il Pdl chiede di dedicare il 2 giugno ai marò. E la Bonino si difende: «Mica posso bombardare l’India…»

Sulla vicenda dei marò il governo procede sulla «doppia strada» della controversia a livello internazionale e «parallelamente» a una soluzione «rapida e giusta» nel procedimento in corso in India. Lo ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino, replicando ad alcune critiche sull’immobilismo del governo sul dossier. «Anche il fatto che si urli di meno è un dato di responsabilità. Un po’ di compostezza aiuta», ha aggiunto la titolare della Farnesina in un forum a Radio Radicale. «L’India è un grande Paese, noi siamo un grande Paese», ha aggiunto Bonino ribadendo che «noi stessi nel nostro piccolo non abbiamo una giustizia brillantissima. Non so se dovrei bombardare l’India, rompere i rapporti commerciali, ritirare l’ambasciatore», si è chiesta il ministro in merito alle critiche di alcuni quotidiani. «Condivido la frustrazione di molti per la difficoltà del dossier», ma – ha sottolineato Bonino – stiamo lavorando  «per trovare una via di uscita dignitosa per i due marò e per il Paese».

Sempre nelle stesse ore dal Pdl arriva la proposta. «Giustamente la Festa della Repubblica viene celebrata anche attraverso le nostre gloriose Forze Armate, con il loro carico di storia e di valori unificanti. Quest’anno credo che un pensiero, un gesto, un atto concreto vada espresso all’indirizzo dei nostri due fucilieri di Marina Latorre e Girone, entrambi pugliesi, assurdamente trattenuti lontano dalla Patria e dalle loro famiglie per avere compiuto il loro dovere di Soldati in territorio italiano qual è una nave che batte la nostra bandiera ed in acque internazionali». È quanto scrive, in una nota, il consigliere regionale del PdL e vicepresidente del Consiglio, Nino Marmo. «Un segnale soprattutto di orgoglio nazionale, che serva anche a dissipare le nubi su un obiettivo calo di tensione e di attenzione su una questione intollerabile che sembra stia marcendo senza sbocchi».