Il G8 di Lough Erne: oggi si parla di lotta all’evasione, ma anche del dossier LIbia

La lotta all’evasione e ai paradisi fiscali sarà al centro, oggi, della seconda e ultima giornata dei lavori del G8 di Lough Erne, in Irlanda del Nord, dove i leader si ritroveranno intorno al tavolo per discutere di quelle 3 ‘T’ – trade, trasparency e tax – fortemente volute, come priorità del vertice, dalla presidenza inglese del summit, guidata da David Cameron.

Prima di parlare di tasse, i leader nella prima sessione affronteranno il tema della lotta al terrorismo. Sul tavolo del secondo giorno di vertice ci sarà anche il dossier Libia, con gli Otto grandi che prima di concludere il summit, si vedranno con il primo ministro Ali Zeidan, invitato ai lavori, in un momento cruciale per il Paese alle prese con il problema della sicurezza, in particolare nel sud-est dove pesa la presenza di jihadisti armati. Un tema la Libia su cui l’Italia ha un suo ‘piano’ che il presidente del Consiglio Enrico Letta illustrerà oggi a Zidane, come ha annunciato ieri al presidente americano, Bark Obama, che ieri, nel corso del loro colloquio, aveva chiesto a Roma un ‘sostegno’ per affrontare la situazione nel Paese nordafricano. Piano, riferiscono fonti diplomatiche italiane, che avrà fra i punti forti la sicurezza delle frontiere.

Ieri, a Lough Erne, il G8 ha segnato un ‘punto’ – a margine dei lavori – con l’annuncio dell’avvio dei negoziati Usa-Ue per l’accordo di libero scambio sui cui una parte e l’altra dell’oceano puntato per rilanciare la crescita, ma anche il lavoro. Lavoro e crisi che restano al centro dell’agenda e della strategia dei Grandi che – nella prima bozza del comunicato finale – parlano di “prospettive deboli” anche se con minori rischi del passato e come sul fronte del consolidamento dei bilanci sia necessario differenziare il ritmo “in base alle differenti situazioni delle economie nazionali”. Niente di fatto invece sul fronte Siria. L’incontro di ieri tra Putin e Obama ha solo confermato “differenze” e opinioni diverse in un clima di gelo, dominato da facce tesissime. Entrambi sono certi dell’obiettivo – cessare le violenze – ma restano divisi su come raggiungerlo.