Il Cavaliere: io, primo amico dell’Europa, dico le stesse cose che pensa Krugman

«Si sta cercando di farmi apparire come un nemico dell’euro e dell’Europa. Niente di più falso». Silvio Berlusconi fa questa precisazione dopo aver invitato il governo a sforare il deficit del 3 per cento, imposto dalla Ue, per rilanciare l’economia e i consumi in Italia. «Vorrei che chi mi critica – sottolinea – leggesse quanto scrive su “Le Monde” l’economista liberal e Premio Nobel Paul Krugman: “Finché i dirigenti politici non avranno da offrire ai cittadini altro che sacrifici e disoccupazione – cita il virgolettato – i discorsi saranno vana emissione di fiato. Quando sento Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, allarmarsi per i pericoli di una politica monetaria troppo espansionista della Banca Centrale Europea, mi dico ‘Oh, mio Dio!’, perché la Bce è la sola istituzione che resta all’Europa per nutrire e sostenere la crescita. È questo spirito che può distruggere l’Europa”. Quanto ho detto lunedì – spiega allora Berlusconi – coincide in tutto e per tutto con quel che Krugman e altri grandi economisti vanno sostenendo da tempo, a difesa e certamente non contro l’Europa, affinché l’Unione Europea si spinga finalmente sulla strada del rilancio produttivo e della creazione di nuovi posti di lavoro. In questo senso il mio appello deve essere inteso come un incitamento e un incoraggiamento all’attività di quel governo che stiamo sostenendo con assoluta lealtà».

Tra coloro che hanno considerato l’uscita di Berlusconi come una “freccia avvelenata” scagliata contro il governo Letta c’è anche Massimo D’Alema, che invita il Cavaliere a tacere: “È meglio anche per lui”. Un invito inopportuno, secondo Daniela Santanchè, mentre per Roberta Angelilli il leader Pdl ha fatto benissimo a parlare chiarendo che il patto di stabilità non deve trasformarsi in un cappio al collo per i cittadini europei. Da parte dell’Ue, del resto, non si intende ingigantire una polemica che appare tutta interna al nostro paese. La Commissione Ue ha “piena fiducia nell’Italia” che “rispetterà il limite del 3% di deficit”, perché le “regole del patto di stabilità sono ben note”: così il portavoce del commissario Olli Rehn risponde a chi chiede una reazione alle parole di Berlusconi.

Nel frattempo è stata presentata un’istanza alla commissione dell’Unione Europea per “chiarire” che Silvio Berlusconi «ha subito solo processi indiziari, senza che mai sia stata trovata una pistola fumante»: di qui la richiesta di intervenire per escludere almeno la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici che impedirebbe all’ex premier di continuare a fare politica, «privando nove milioni di elettori del loro punto di riferimento politico». È questo il primo impegno dell’“Esercito di Silvio”, un movimento politico che «intende difendere Berlusconi in nome dei valori di Forza Italia». L’iniziativa è stata presentata in un hotel romano con la partecipazione, tra gli altri, di Alessandro Bertoldi e Simone Furlan. Sullo sfondo un grande cartello predominato dal colore azzurro: “La campagna d’Italia” è la scritta che compare sotto “L’esercito di Silvio” con la spiegazione di quali sono gli obiettivi del movimento: favorire le imprese soprattutto per i giovani, l’occupazione e la meritocrazia.