I sindacati rilanciano la vertenza lavoro. 100 mila in piazza: ma con Cofferati furono milioni

Era da dieci anni che non scendevano in piazza insieme.  La manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil a piazza San Giovanni in Roma è servita indubbiamente a ricompattare  il fronte della vecchia Triplice dopo le lacerazioni e le divisioni dell’ultimo decennio. Il notevole sforzo organizzativo delle Confederazioni ha portato 100mila persone nel luogo simbolo della sinistra sindacale e politica italiana. Non c’è dubbio che sia stato un successo, ma non si può in ogni caso parlare di una «partecipazione oltre le previsioni» , come hanno enfaticamente annunciato gli organizzatori a fine manifestazione. E siamo comunque lontani dal “milione” di lavoratori e pensionati portato in piazza a suo tempo da Cofferati.  Il tempo passa per tutti. Passa, ma la preoccupazione resta. E si fa anche più  forte. «Non vanno bene i continui annunci che non si traducono in una scelta che dia il senso del cambiamento».  Questo il grido di Susanna Camusso dal palco. «Al ministro dello Sviluppo –afferma il segretario della Cgil– voglio dire: basta accumulare vertenze sui tavoli senza dare risposte». Sullo stesso tenore il discorso di Angeletti: «Siamo stufi  di  tante belle parole  su crisi, lavoro, emergenza disoccupazione giovanile» Anche il leader Raffaele Bonanni denuncia che «il Paese perisce e la classe dirigente si perde in chiacchiere». Il leader della Cisl allarga  il discorso alla questione fisco: «Troppe tasse, bisogna dimezzare le tasse e inasprire le pene sull’evasione fiscale».

Numerose le presenze politiche in piazza. Scontata quella del leader del Pd Guglielmo Epifani:  «È una giornata importante e ho voluto esserci. Il Pd  è al fianco di questa manifestazione di lavoratori unitaria con rispetto e condivisione degli obiettivi di rimettere il lavoro al primo posto». Scontata anche quella di Nichi Vendola, che attacca il governo: «Abbiamo bisogno di un governo che sia in grado di imprimere una svolta. Se non sono in grado di farlo, se ne vadano a casa». Il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato risponde dal canto suo, a distanza, alla Canusso.  «Tutte le manifestazioni – dice –  che vedono i lavoratori uniti per difendere le loro condizioni di vita e contemporaneamente per promuovere lo sviluppo del Paese mi portano a simpatizzare per il sindacato».  Dal centrodestra, fa sentire la sua voce Renata Polverini: «Condivido l’allarme del sindacato sul rischio di assistere ad un continuo annuncio di misure, peraltro spesso a costo zero, che scivolano come acqua calda sul dramma di aree sempre più vaste del Paese aggredite da una crisi che ormai non cancella più soltanto le imprese, ma mette a rischio interi settori». Il tema del lavoro sta a cuore a tutti. Non solo alla sinistra e ai sindacati della Triplice.