Giovedì nero per le Borse europee. Titoli a picco dopo la stretta finanziaria annunciata dalla Fed

Giorno nero per le piazze finanziare mondiali. Le Borse europee hanno chiuso con ribassi ovunque consistenti. La maglia nera spetta a Parigi (meno 3,7 per cento)  ma vanno in profondo rosso anche Francoforte (meno 3,3), Madrid  (meno 3,4), Londra (meno 2,98). Forte calo anche per Milano (3,09). Preoccupa inoltre il rialzo dello Spread. Il differenziale Btp italiani Bund  tedeschi ha chiuso  a 288 punti base, in deciso rialzo dai 270 del giorno precedente. La Spagna ha chiuso  a 317. Il tasso dei Btp italiani è al 4,54%, quelli dei Bonos al 4,83%. A determinare l’ondata di ribassi  sono state le dichiarazioni del presidente della Fed , Ben Bernanke, sulla prossima riduzione da parte della Federal Reserve dell’acquisto di Bond governativi . Il che si tradurrà in una diminuzione di liquidità per l’economia Usa. Pesano anche, nel ribasso delle Borse europee, le notizie sulla frenata dell’economia cinese. Tant’è che questo “giovedì nero” s’era iniziato con le Borse asiatiche a picco. I listini del Far East hanno perso mediamente il 3,6% registrando il peggior tonfo in quasi due anni. Pesanti soprattutto le quattro piazze finanziarie più importanti del Continente,  come Hong Kong ( meno 2,64), Shangai (meno 2,34), Seul (meno 2) e Tokyo ( meno 1,74).

Ma perché Bernanke ha annunciato la chiusura dei rubinetti? Perché l’economia americana è in ripresa e non sarebbe pertanto più giustificabile l’acquisto rilevante di Bond. Il programma della Fed prevederebbe una riduzione di acquisti a partire dalla fine dell’anno, per poi giungere a una interruzione definitiva  verso la metà del 2014.  Il calo delle Borse  è stato soiuegato da un operatore in questo modo: «Molti investitori speravano che la festa dei soldi a basso costo andasse avanti e invece Bernanke ha fatto capire che presto la barra tornerà dritta».  Questa doccia fredda dei mercati finanziari arriva in un momento in cui sono sempre più forti le preoccupazioni per l’andamento dell’economia italiana. L’ultimo allarme è arrivato da Sergio Squinzi, che vede nero per quanto  riguarda lil Pil del 2013.   «Ad ogni rapporto del nostro centro studi – dice il presidente di Confindustria – abbiamo peggiorato le previsioni». Per Squinzi ci troviamo in una situazione drammatica. «È evidente che dobbiamo pensare a cosa fare per reagire». L’agenda economica del governo  deve farsi sempre più fitta di impegni.