Gassman scopre la febbre della politica “sana”. E cinguetta con Civati sugli F35: dì qualcosa di sinistra

Bello, tenebroso e di sinistra. Moderna, rottamatrice e pacifista. Alessandro Gassman ieri si è “riposato” dalle fatiche della direzione del Teatro Stabile del Veneto a suon di twitter sdegnati contro l’acquisto degli F35. Ce l’ha con la sinistra “connivente” che non fa cose di sinistra. Dandogli del lei, l’attore figlio d’arte si è rivolto a Pippo Civati, di cui è un fan accanito. «Sono spesso d’accordo con lei, ma credo che sugli F35 il Pd debba dire un no secco e definitivo, spero davvero che arrivi!». Non è una critica ma un incoraggiamento a dare la spallata, di morettiana memoria. «Fosse per me…  diciamo che stiamo cercando di dare un po’ di coraggio al Pd», è la risposta di Civati. Che nei giorni scorsi aveva affrontato la patata bollente dei caccia che rischia di far implodere il Pd spaccato a metà dalla mozione sottoscritta da alcuni parlamentari insieme a Sel e Cinquestelle. «Personalmente ho chiesto che, se ci sarà una nostra mozione, sia esplicitata (almeno) la volontà di sospendere il programma e tutte le iniziative conseguenti fino alla discussione di questo autunno, quando la partita della Difesa sarà discussa a livello europeo». Alessandro, che si è speso con generosità a sostegno della campagna elettorale per Marino scoprendo un’irrefrenabile passione politica, è sinceramente arrabbiato. «Gli F35 sono un costo inutile, mentre le nostre forze armate vivono una situazione critica. Non penso solo a chi rischia la vita in Afghanistan, ma anche ai carabinieri con le volanti senza benzina. L’altro giorno ho fatto una denuncia: non avevano la carta per le fotocopie. E poi da direttore di un teatro stabile io devo tagliare su tutto…». È ufficiale: Civati e Renzi, alle prese con la scalata ai vertici del partito-elefante, possono contare su intelligenze fresche di sicuro fascino e seduzione. «Ultimamente le cose più interessanti arrivano dai più giovani. Mi trovo spesso d’accordo con Civati e Renzi», ha dichiarato con la passione del neofita il figlio del grande Vittorio Gassman. Fresco di scoperta del microblogging: «Da un mese ho cominciato a twittare, per prendere contatti con le persone che stimo». E chissà che non ne nasca una candidatura al “servizio” dei cittadini.