Galli della Loggia denuncia la rivoluzione antireligiosa: che ne pensa Ignazio Marino?

Tira una brutta aria, da tempo, per i cristiani nel mondo. E neanche in Europa sono rose e fiori. Ernesto Galli della Loggia, in un editoriale uscito sul Corriere della Sera, ha parlato di “rivoluzione antireligiosa” in atto  nel Vecchio Continente, in un”profluvio impressionante”  di piccole grandi vessazioni contro la libertà religiosa. L’editorialista del Corriere “vola alto” sui grandi princìpi e denuncia  quello che la generalità dei media, a parte ovviamente quelli cattolici, tende a ignorare. In nome del politically correct più bigotto, si sta intaccando, non tanto e non soltanto  la radice religiosa dell’Europa, ma il principio, liberale, della libertà di coscienza. Vale la pena di aggiungere alle considerazioni di Galli della Loggia  che un clamoroso caso di ideologismo antireligioso (e antiliberale) è stato il riferendum che si è recentemente  svolto a Bologna sugli aiuti pubblici alle scuole private (la maggioranza delle quali sono, come è noto,  cattoliche), una consultazione che è stata vinta dal fronte abrogazionista (ma aveva votato solo il 30 per cento degli aventi diritto). Si tratta di una dimostrazione eclatante della disinformazione e del fanatismo che oggi dominano nell’opinione pubblica sul tema delicato della libertà educativa.

Nessuno, dei neogiacobini più arrabbiati, ha spiegato ai cittadini che negare il sostegno alle scuuole cattoliche equivale, di fatto, a negare il diritto ai genitori  meno abbienti di  scegliere quello che ritengono sia il migliore modello  educativo per i propri figli. Se infatti la retta scolastica aumenta per effetto dell’abolizione degli aiuti, diventa proibitivo iscrivere i propri ragazzi a una scuola privata per la maggior parte delle famiglie che lo desidererebbero. Un simile quesito andrebbe girato, in questi giorni di ballottagio per le elezioni romane, al candidato a sindaco del Pd. Che cosa pensa il “laicissimo” Ignazio Marino della libertà di insegnamento e della libertà di scelta delle famiglie? Attendiamo ansiosi  una sua risposta. Ma un risposta nel concreto, non rifugiandosi in princìpi astratti e parole magniloquenti. Per favore, qualcuno spieghi a Marino e ai giacobini più arrabbiati che laicismo  è cosa diversa dalla laicità. Laicità vuole dire infatti, innanzitutto, tolleranza. Certi improvvisati seguaci di Voltaire farebbero bene a rileggere le opere del grande padre dell’illuminismo.