Fiorito-Batman torna alla ribalta: vogliono candidarmi, ma non vi dico chi…

Finalmente è tornato in possesso della sua «bellissima» jeep acquistata per far fronte alla nevicata romana di febbraio dello scorso anno. «In una smart non c’entravo». Una bella soddisfazione per Fiorito-Batman, condannato a 40 mesi per peculato e per essersi messo in tasca più di un milione di fondi pubblici. Era un po’ che non se ne sentiva parlare, ma ieri è tornato sotto i riflettori per regalare al “pubblico”  annoiato dalle notizie di attualità politiche le sue perle di “saggezza” ciociara. E forse tra un anno potremmo ritrovarcelo parlamentare europeo, anche se non ha ancora accettato la candidatura che gli avrebbe proposto un misterioso mentore («sì me lo hanno chiesto, ma non vi dico chi è»). Ma non era stato condannato per cinque anni all’interdizione dai pubblici uffici? Mistero. Farà il filantropo come Bruce Wayne, il personaggio che si trasforma in Batman? «Ma no, quella era una battuta raffinata», risponde l’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio. E in effetti non ha proprio il fisico adatto al ruolo. Alle ultime elezioni – ci tiene a dirlo ai microfoni di un giorno da Pecora – non ha votato, era agli arresti domiciliari ma non lo avrebbe fatto comunque.

Dopo la bufera giudiziaria scatenata dai controlli della Guardia di Finanza proprio un anno fa,  torna a dichiararsi innocente, immacolato, anzi più onesto degli altri colleghi della Pisana. Ammette di aver spostato un milione di euro sul suo conto ma «spostarli non significa rubarli, gli altri si sbrigavano a spendere, io preferivo aspettare il momento giusto per la campagna elettorale». L’ex enfant prodige, che ha imparato a leggere a tre anni, non ci sta a passare per un ladro che si è arricchito con la politica, anzi, si sente un perseguitato, il vitello sacrificato all’altare della giustizia sommaria. Dice di essere nullatenente – nemmeno un euro per pagare il mutuo – e di stare stretto nei panni del cattivo che gli anno cucito addosso. «Prima di fare politica sono stato anche magro, sono stato anche bello».