Ferrara: tutti a piazza Farnese per dire no all’ingiustizia puritana. Microfono aperto alle olgettine

Lo aveva annunciato, «l’importante è vedere come reagirà il paese», perché se c’è una cosa che manda su tutte le furie Giuliano Ferrara (indulgente, per sua ammissione, con «i vezzi e i vizi» suoi e del Cavaliere) sono i cattedratici improvvisati della morale privata altrui. Allora tutti in piazza Farnese a partire dalle 19 per dire «no all’ingiustizia puritana», per dire no «al Tribunale speciale del comune sentimento del pudore»,  per dimostrare che l’Italia non è quella della sentenza “barbarica” che condanna Berlusconi alla galera e all’uscita dalla scena politica. Il titolo scelto dal Foglio è eloquente, «Siamo tutti puttane», lo schema è quello che l’ex ministro per i rapporti con il Parlamento ha sempre prediletto per le sue campagne, a partire dai diritti civili: microfono aperto senza esibizioni muscolari «per  far sentire una voce diversa dal coro perbenista». Sarà una protesta civile, spiega l’Elefantino, «servono parole e calore, non nel senso dell’indignazione, ma dell’intelligenza».

«Formula Hide Park Corner. Chi ha la sua da dire contro il moralismo che si fa ingiustizia penale, ben venga», è il passaparola lanciato su twitter da Ferrara. L’invito alla manifestazione contro «la giustizia talebana di Milano» vale «per le Olgettine», aggiunge provocatorio. Il paragone con Teheran è stato tra i primi commenti a caldo di Ferrara che ha tracciato la rotta delle reazioni dilaganti del centrodestra. «Quella di ieri – spiega al Messaggero il sacerdote laico dei foglianti – è una sentenza vergognosa, che affligge la giustizia italiana e la rende simile a quelle afghane o iraniane. Stiamo parlando di un processo politico, mediatico e giudiziario. Le cose si rincorrono». C’é chi ha un’antica aspirazione a far fuori Berlusconi con i processi e non con il voto dei cittadini – aggiunge – c’é chi ha un’altra e parimenti antica aspirazione: affermare il proprio potere sull’opinione pubblica attraverso il rilancio del neo-moralismo puritano; c’é chi ha infine l’antica aspirazione di distruggere quello che considera l’erede di Craxi e l’arcinemico della giustizia politica». Quanto alle ripercussioni sulla tenuta del governo Ferrara non ha dubbi: non ci saranno tsunami a palazzo Chigi. «Questo è un esecutivo voluto da Napolitano, da Berlusconi, dalle persone serie che in Italia, quando si occupano di politica, lo fanno mettendo in cima a tutto l’interesse comune. Non vedo Berlusconi come uno che rovescia il tavolo e fa dei colpi di pazzia perché è di cattivo umore».