Ecco il video che scagiona la polizia: è stato l’ombrello di un manifestante a colpire il sindaco di Terni

Manganelli o ombrelli? Quale è stata la dinamica dell’aggressione al sindaco di Terni al termine della manifestazione di protesta dei lavoratori delle acciaierie ex Thyssen? A colpire alla testa Leopoldo Di Girolamo non sarebbero stati gli agenti (magari nelle concitate operazioni di respingimento dei manifestati che hanno forzato il cordone), ma una persona, spuntata da dietro i manifestanti, con un ombrello. A chiarire la vicenda due spezzoni di un filmato, diffuso dalla polizia, che mostrano gli attimi in cui il primo cittadino di Terni è stato colpito da tre ombrellate. Per tutta la giornata di ieri la polizia e il pm di turno alla Procura ternana avevano esaminato fotogramma per fotogramma le immagini riprese dagli investigatori della scientifica impegnati davanti alla stazione di Terni, dove si sono svolti gli scontri. La posizione dell’uomo individuato nelle immagini è ora al vaglio degli inquirenti. «Sono io quello nel video che brandisce con l’ombrello, ma non è assolutamente certo che abbia colpito il sindaco», sono le prime parole dell’operaio trentaseienne di Narni, identificato dalla polizia come l’aggressore. L’uomo, attraverso il suo avvocato, che è anche consigliere provinciale del Pd, ha sottolineato di avere consegnato spontaneamente l’ombrello alla polizia. Tira un sospiro di sollievo il ministro Angelino Alfano, una volta appresa la ricostruzione. «Sono sollevato nell’avere avuto conferma che ancora una volta la polizia ha svolto regolarmente il suo compito di tutela dell’ordine pubblico e dei cittadini», dice, soddisfatto anche «per la velocità con la quale si è fatta chiarezza sui fatti avvenuti a Terni». Il titolare del Viminale parla di «ricostruzione puntuale» fatta dal capo dell’ufficio ispettivo e di un «video che ha permesso di stabilire la verità». Più cauta la prima reazione del sindaco che a caldo aveva parlato di manganellate e non ha visto il video diffuso dalla polizia. «Io comunque – dice Di Girolamo – le manganellate le ho viste. È incontrovertibile che ci sia stata una gestione non adeguata e un peroblema politico, indipendentemente da chi mi abbia colpito»..

 

(Fonte Tg3)