E’ stata vicepresidente di un’associazione antiracket: trovata con 40 chili di droga

Lei è stata vicepresidente di un’associazione antiracket della Provincia di Caserta, lui è un sottufficiale dell’Esercito. Quando la telefonata è arrivata alla Polizia di Palermo, gli stessi inquirenti hanno faticato a dare credito alla soffiata che li dipingeva come narcotrafficanti. Matronella Monaco, 45 anni, fino al 2009 vicepresidente dell’associazione antiracket “Santa Maria per la Legalita’” di Santa Maria Capua Vetere e Giuseppe Bonvissuto, 38 anni, maresciallo dell’Esercito, erano insieme in automobile quando sono stati bloccati dalla polizia. Nella loro vettura sono stati trovati involucri di hashish confezionati con nastro adesivo per un peso complessivo di circa 40 chili e un valore al dettaglio di oltre 400 mila euro. I due, entrambi incensurati, sono stati scoperti all’altezza della Rotonda di via Oreto in seguito ad una telefonata anonima giunta in questura da una fonte confidenziale indicata come “Anonimo napoletano”, che negli ultimi anni ha permesso il sequestro di grosse partite di stupefacenti spedite dalla Campania a Palermo, e la cattura di numerosi insospettabili corrieri.

L’associazione antiracket per la legalità di Santa Maria Capua Vetere è stata fondata dall’ex marito della Monaco, Pietro Russo, proprietario di una fabbrica di materassi della zona, che nel 2006 aveva denunciato alcune intimidazioni subite dal clan dei Casalesi. Russo è diventato un simbolo nella lotta alla criminalità organizzata e al racket. Grazie anche alla sua collaborazione in favore delle vittime dell’usura, a gennaio i carabinieri hanno sgominato un’organizzazione criminale nella zona di Maddaloni. Sulla vicenda è arrivata la precisazione di Tano Grasso, presidente delle Associazioni Antiracket: «Matronella Monaco da quattro anni non è più socia dell’associazione essendo da quattro anni separata dal marito, Pietro Russo imprenditore antiracket e presidente dell’associazione sammaritana». Fa comunque impressione rileggere le cronache del passato. Come l’articolo di un quotidiano campano dell’8 giugno 2008. A un convegno sulla legalità organizzato dalla stessa associazione, c’era anche la signora Monaco, seduta tra l’arcivescovo e il sindaco di Santa Maria Capua Vetere: «Bisogna essere uniti nella lotta al racket – diceva accorata la signora Monaco – non avere paura e far sì che il messaggio venga recepito dai nostri figli». Cinque anni dopo, la cronaca racconta tutta un’altra storia.