Doppio attentato in Pakistan: bomba sul bus delle studentesse e attacco all’ospedale. 31 morti

Orrore in Pakistan: è di almeno 31 morti il bilancio a Quetta, capoluogo del Baluchistan, di una esplosione in un autobus di studentesse universitarie e di un successivo attacco di un commando a un vicino ospedale. Secondo differenti fonti giornalistiche e ufficiali, fra le vittime si contano 14 studentesse e insegnanti, alcuni civili e tre uomini della sicurezza. I feriti sarebbero una ventina. Un gruppo di alcuni guerriglieri si è poi trincerato nell’ospedale dove erano state portate le vittime. Secondo la Bbc in Urdu, l’attentato è stato rivendicato dal movimento Lashkar e Jhangvi. Il gruppo armato islamico che ha rivendicato l’azione è noto per sanguinosi attentati contro la minoranza sciita, considerata eretica dalla corrente ortodossa sunnita. Ma non è ancora chiaro se a bordo del bus ci fossero delle studentesse dell’etnia Hazara (sciiti che vivono in Baluchistan). Il ministro provinciale dell’Informazione Pervaiz Rashid, parlando ai giornalisti, non ha tuttavia escluso la pista dei separatisti baluchi che hanno rivendicato l’attacco alla storica residenza di Mohammad Ali Jinnah, il padre della patria pachistano, sempre in Baluchistan. L’attacco armato all’ospedale Bolan di Quetta è terminato in serata. Lo ha detto un ufficiale della polizia centrale alla Express Tv. Secondo questa fonte le forze speciali hanno preso il controllo del centro sanitario ed ucciso nove militanti. Il capo della polizia di Quetta, Mir Zubair, ha confermato che il «Bolan Medical Center è stato liberato dai terroristi». L’alto responsabile ha anche rivelato che l’ultima esplosione, nettamente udita dall’esterno, è stata prodotta da un terrorista suicida che si è fatto esplodere all’interno dell’ospedale, uccidendo e ferendo personale medico, infermiere, pazienti e visitatori. Le forze di sicurezza, ha infine detto, stanno rastrellando tutto l’ospedale per «snidare eventuali militanti nascosti». Difficile per il momento trarre un bilancio definitivo della giornata di sangue. Fra le vittime certamente 14 studentesse e nove militanti del movimento Lashkar e Jhangvi che ha rivendicato l’attacco. Mentre è impreciso il numero delle vittime fra le forze dell’ordine ed il personale dell’ospedale.