Disoccupazione: giusto pensare ai giovani, ma nessuno dimentichi gli over 50

L’Ugl a Pomezia per discutere e confrontarsi in merito all’intesa siglata con Confindustria su rappresentanza e rappresentatività. Un accordo a cui abbiamo creduto da sempre, perché ci obbliga a rinnovarci, a rimetterci in gioco anche per rispondere alla crisi e alla competizione con flessibilità e velocità.  Che beneficio l’intesa offre ai lavoratori? Il vantaggio di poter contare su rappresentanti sindacali sempre più coinvolti nei rinnovi contrattuali, negli accordi produttivi e in tutte le fasi essenziali della vita di un’azienda. La cosiddetta base sta acquisendo maggiore centralità nel territorio e nelle imprese. È una grande sfida per tutti, anche per chi ha incarichi in Confederazione. Lo consideriamo un bene, certamente non indolore, come lo sono stati sempre i cambiamenti decisivi per il sindacato, in special modo quelli orientati a offrire un supporto qualificato e qualificante agli iscritti.

In sintesi, varranno sempre più i fatti, sempre meno le parole. Un imperativo che si rispecchia a tutti i livelli della realtà che ci circonda. Anche il governo con il Pacchetto Lavoro ha dovuto inviare segnali tangibili a un sistema economico avvitato da otto trimestri in una spirale recessiva. Le misure per noi condivisibili sono però deboli nella sostanza, cioè nelle risorse. Non basteranno a invertire fenomeni preoccupanti. Per l’Ugl l’allarme da disinnescare non sta solo nella disoccupazione dei giovani, ma anche in quella degli over 50, cioè di madri e di padri che continuano a mantenere figli giovani e meno giovani. Un fenomeno che non i potrà arginare con la risposta contenuta nel Pacchetto Lavoro, purtroppo. Secondo l’Istat, infatti, nell’arco di sei anni i disoccupati di età compresa tra i 40-59 anni sono cresciuti del 131,1 per cento, i 60-64enni del 180,7, i 20-24enni del 69,5. Bisogna capire che, non difendendo il lavoro di queste persone o comunque non fornendo loro adeguati strumenti per ritrovarlo velocemente, metteremo a repentaglio famiglie intere, che almeno in Italia continuano ad essere il collante della società e che hanno sempre supplito alle pecche di un welfare lacunoso. Ammettiamolo con onestà, invece di ingaggiare stupide guerre generazionali: è grazie agli over 50 se il Paese non è crollato.

*Segretario Generale Ugl