Crescono le quotazioni di Marina Berlusconi al timone del partito, ma lei smentisce: “Ipotesi senza fondamento”

«I rumors sembrano accreditarsi di ora in ora: qualora si concretizzasse, il passaggio del testimone politico dalle mani di Silvio Berlusconi alla primogenita Marina, ridisegnerebbe la fisionomia del Pdl, attaccato nei suoi gangli connettivali dalla raffica di condanne “contro” piovute negli ultimi mesi, fino al colpo di grazia inferto lunedì dal tribunale di Milano con l’inaudita sentenza Ruby. Nelle settimane scorse, per prima Laura Ravetto aveva lanciato un sasso nello stagno sostenendo la proposta della candidatura della presidente Mondadori. Diffusa la notizia, la ministra Nunzia De Girolamo aveva espresso l’auspicio che Marina Berlusconi accettasse l’investitura politica come nuovo leader del centrodestra, investitura guardata con favore anche dall’ex ministro Bondi, che nei giorni scorsi ha accolto come «una bellissima notizia» la possibilità di una successione al vertice del Pdl.

E nelle ultime 48 ore, a rilanciare l’ingresso in politica della presidente della Mondadori come cosa ormai fatta, è stato Luigi Bisignani, che in un’intervista radiofonica ha riferito di una cena svoltasi ad Arcore, tra i figli di Silvio Berlusconi, Piersilvio, Marina e Barbara, insieme a Francesca Pascale e all’avvocato Ghedini. A detta di Bisignani sarebbe già tutto pronto: Marina guiderà la nuova Forza Italia, al suo fianco alcuni imprenditori. I più cauti invece ipotizzano un impegno della manager milanese al fianco del padre, per cui lascerebbe tutte le cariche che attualmente ricopre, per poi prendere in mano le redini del partito come nuovo leader del centrodestra, avversario nobile e agguerrito da schierare in campo come antidoto a Matteo Renzi.

Intanto, conferme e smentite a parte, ad uscire allo scoperto commentando l’eventuale candidatura sono soprattutto le donne: Daniela Santanché si augura che «Bisignani abbia ragione. Ne sarei ben contenta». Entusiasta anche Michaela Biancofiore che, tuttavia, spiega che forse «i tempi non sono ancora maturi». Di certo, comunque, l’immagine di una donna leader, di una affermata dirigente d’azienda che si è conquistata sul campo riconoscimenti internazionali e plausi professionali, per la competenza e il piglio con cui gestisce da anni la sua carriera da imprenditrice, ma anche in quanto donna abile nel conciliare impegno manageriale e vita familiare (è sposata con Maurizio Vanadia, ex primo ballerino del teatro alla Scala di Milano, con cui ha due figli, Gabriele e Silvio), sarebbe la risposta più appropriata con cui replicare alla nefasta operazione di discredito della figura femminile ordita e divulgata con ogni mezzo con la strumentalizzazione del caso Ruby. «Io ero in aula», ha dichiarato a questo proposito la parlamentare Pdl Daniela Santanché in un’intervista rilasciata al Messaggero. «Ero lì durante la sentenza di Milano. Stavo lì, per guardare negli occhi quelle donne che giudicavano. Donne che hanno usato altre donne per condannare un uomo. In un’atmosfera terribilmente talebana». Anche per questo, allora, l’ipotesi della discesa in campo di Marina Berlusconi sarebbe per Daniela Santanché una scelta appropriata: se si farà, ha detto, «sarò «orgogliosa di stare in un partito guidato da lei, semplicemente perché è una donna seria, preparata e coraggiosa. Proprio quello che ci serve. E non soltanto a noi, ma a tutto il Paese». Di fronte all’insistenza dei rumors sulla sua discesa in campo la stessa Marina Berlusconi, tramite una nota affidata al suo portavoce, smentisce con decisione: “Di fronte al ripetersi di indiscrezioni su un impegno in politica di Marina Berlusconi, non possiamo che ribadire quanto già più volte detto in passato: si tratta di ipotesi che non hanno alcun fondamento”.