Caserma Bolzaneto: la Cassazione conferma la condanna per sei agenti e un medico

La quinta sezione penale della Cassazione ha confermato le sette condanne disposte in appello per appartenenti a forze dell’ordine e medici coinvolti nelle violenze della caserma di Bolzaneto, durante il G8 di Genova, e ha assolto invece quattro imputati, tra poliziotti e carabinieri. Sono state poi ridotte le parti ammesse ai risarcimenti ed alcuni dovranno essere determinati in sede civile. Il 5 marzo 2010, la Corte d’Appello di Genova condannò 7 dei 44 imputati, dichiarando invece prescritti i reati per gli altri. Erano quattro agenti di polizia penitenziaria responsabili di falso e tre poliziotti che avevano rinunciato alla prescrizione. La Corte d’Appello di Genova dispose pure un risarcimento di circa dieci milioni di euro per le vittime.

La Corte di Cassazione ha anche rigettato il ricorso di Vincenzo Canterini, il funzionario di polizia coinvolto nei fatti del G8 di Genova, accusato di violenza privata e lesioni per aver spruzzato lo spray urticante in dotazione alle forze dell’ordine contro tre avvocati del Legal Social Forum che si trovavano nella zona di corso Buenos Aires durante i disordini. Gli imputati per cui è stata confermata la condanna sono l’assistente capo di polizia Massimo Luigi Pigozzi (tre anni e due mesi per lesioni aggravate), gli ispettori di polizia Matilde Arecco, Paolo Ubaldi e Mario Turco (condannati a un anno perché rinunciarono ai termini di prescrizione), gli agenti penitenziari Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (un anno), e il medico Sonia Sciandra (due anni e due mesi), accusata di falso ideologico nella compilazione delle cartelle cliniche. I quattro imputati assolti sono Oronzio Doria, Franco Valerio, Aldo Tarascio e Antonello Talu, appartenenti alle Forze dell’Ordine. Con la conferma delle condanne tutti e 44 gli imputati rischiano sanzioni disciplinari da parte della Pubblica amministrazione, in quanto tale possibilità non è preclusa né dalla prescrizione del reato, né dal fatto che le eventuali condanne, come in questo processo, sarebbero comunque coperte da indulto.