All’armi son tutti fascisti (tranne qualcuno)

Dagli al fascista, chiunque esso sia, e ti tiri fuori dai guai, conquistando pure qualche minuto di notorietà. La sceneggiata dei centri sociali alla Garbatella contro Alemanno («fuori i fascisti dal quartiere») è l’ultima ciliegina sulla torta di una moda “politicamente corretta” che va dagli estremisti di sinistra ai parlamentari moderati e ai conduttori tv. In tanti sono stati etichettati come fascisti, negli ultimi anni, per ragioni opposte e contraddittorie, l’importante era creare lo scandalo e spesso il giochetto è riuscito. Fascista era Gigi Buffon, il portiere della Nazionale, colpevole di aver scritto di suo pugno “Boia chi molla” sulla maglietta e di aver detto che «siamo l’Italia di Piazzale Loreto». La sua riabilitazione è avvenuta nel momento in cui ha inviato, in campagna elettorale, una lettera di appoggio a Mario Monti. Perdonato. I militanti dei centri sociali, nelle loro aggressioni (non solo) verbali studiate a tavolino, hanno sempre usato lo stesso capo d’accusa: fascista. A Napoli l’hanno urlato a Gianni Lettieri, candidato a sindaco; a Brescia, ai margini della manifestazione del Pdl, l’hanno urlato a Maurizio Gasparri, e giù insulti. Grillo è stato apostrofato “fascista telematico” a più riprese, nonostante lui di fascista non abbia neppure il dito mignolo. Poi c’è il caso-Sgarbi. Il critico d’arte ha dato del fascista a chiunque gli capitasse a tiro, da Alessandra Mussolini al leader dei Cinquestelle e persino a Rosy Bindi. Tutti però hanno dato del fascista a lui, per aver affermato che durante il Ventennio «sono state fatte cose buone» per poi aggiungere: «Pirandello e Fermi erano fascisti e noi siamo orgogliosi di loro, così come di Bottai, di Gentile, della Treccani e della Normale di Pisa». All’appello non poteva mancare Berlusconi, messo sul banco degli imputati dopo essere stato immortalato mentre salutava la folla dal palco di un comizio: apriti cielo, nel fermo immagine sembrava facesse il saluto romano. Ma non basta, c’è un litigio tutto a sinistra, con D’Alema che accusava i giornalisti del Fatto: «Voi siete tecnicamente fascisti». Nel mondo della musica l’ultimo scandalo è Povia che, secondo il Manifesto, «è il fascista che fa oh» (colpevole di dire cose scomode). C’è dunque chi vede fascisti dappertutto, per poi – paradosso dei paradossi – accusare Berlusconi di vedere comunisti ovunque. Perché i comunisti non ci sono più. E i centri sociali che sono? Fascisti, naturalmente…