Alemanno: mi prendo tutte le colpe, ma non è il de profundis della destra

Ringrazia i 376mila romani che lo hanno votato, la moglie Isabella e le donne del comitato che “si sono scatenate” in campagna elettorale. Fratelli d’Italia, Storace e Luciano Ciocchetti dell’Udc. Gianni Alemanno fa il punto dopo la sconfitta e respinge due tesi: la prima è relativa a un appoggio “tiepido” da parte di Silvio Berlusconi. “Nulla da recriminare”, dice l’ormai ex sindaco, “lui c’è stato, con i suoi mezzi, i videomessaggi”. La seconda tesi che respinge è quella sulla morte della destra a Roma. “Non recitate il de profundis, abbiamo le energie per ripartire, anche nel 2006 la destra prese percentuali simili a quelle odierne e nel 2008 io ho vinto…”.

Quindi si assume tutte le responsabilità: “La colpa è solo mia, guai allo scaricabarile”. Alemanno ha abbozzato una prima analisi di un risultato deludente: i Comuni hanno pagato il prezzo più alto della crisi e i sindaci ne hanno fatto le spese. “Noi abbiamo lavorato sulle fondamenta, sul dissesto economico, forse non è un lavoro visibile ma è stato importante perché ora Marino non si sentirà dire, come mi sono sentito dire io, che non ci sono gli stipendi per pagare i dipendenti comunali…”. E ancora ha promesso un’opposizione “seria e non distruttiva” come quella che la sua giunta ha subito. Ha sottolineato che sui valori non negoziabili per la destra (vita, famiglia) l’opposizione di destra non farà sconti. “saremo ancora presenti tra la gente, siamo una grande realtà in questa città e continueremo a interpretarla, i romani hanno ancora bisogno di noi”.