A Messina vince Accorinti, il leader del movimento “No Ponte”. Al ballottaggio ha ribaltato il risultato anche con i voti del centrodestra

Renato Accorinti, nuovo sindaco di Messina, ha ribaltato il risultato del primo turno lasciando al palo il suo avversario di centrosinistra. Il candidato outsider della lista “Cambiamo Messina dal basso”, leader del movimento No Ponte ed ex insegnante di educazione fisica con il 52,86% ha sbaragliato il candidato del centrosinistra Felice Calabrò, uno dei proprietari delle navi Caronte e Tourist, appoggiato da tutto il Pd, Renzi compreso, e dall’Udc che ha raccolto il 47,14% delle preferenze. Certamente “Cambiamo Messina dal basso” ingloba l’esperienza del No Ponte, ma al suo interno è abbastanza composito con la presenza del mondo dell’associazionismo ambientalista e del mondo del centrodestra. Al primo turno si erano presentati sei aspiranti sindaci: Calabrò aveva ottenuto il 49,44 e non aveva vinto per sole 59 schede, era così andato al ballottaggio con Accorinti che, col suo 24%, aveva superato anche il candidato del centrodestra Enzo Garofalo che si è fermato al 18,5%. Ma al ballottaggio è successo qualcosa che nessuno si aspettava: Accorinti si è allungato e ha superato Calabrò di cinquemila voti.

«Accorinti – spiega Piero Adamo, consigliere comunale della lista civica “Siamo Messina” – non è espressione dell’antipolitica, il nuovo sindaco rappresenta una politica partecipata che parte dai bisogni della gente. Adesso il centrodestra va ripensato perché dalle urne è stato bocciato. Bisogna ricostruire  un’area politica in frantumi di cui c’è un grande bisogno tra gli eletti. Non manca l’elettore di centrodestra, manca un’offerta politica capace di intercettarlo. Lo dimostra Accorinti che è stato votato al primo turno e soprattutto al secondo da una parte del centrodestra. In consiglio la nostra area politica manda sette consiglieri: cinque del Pdl e due della lista del candidato sindaco Garofalo. Mentre il gruppo Calabrò ha 29 consiglieri. Accorinti vince con una sola lista e manda in consiglio quattro consiglieri. I Cinquestelle sono praticamente scomparsi, il loro candidato sindaco è stato bocciato al primo turno e non hanno nessun eletto. Alle politiche avevano ottenuto due deputati». Adamo osserva che a Messina «ha debuttato anche Nuova Alleanza di Domenico Nania, ma non ha superato la soglia del 5% e quindi non ha nessun consigliere. Adesso in consiglio comunale, non essendoci una maggioranza del sindaco,  bisognerà di volta in volta confrontarsi sui singoli temi e così ogni singolo consigliere non si potrà trincerare dietro le scelte aprioristiche dei partiti, ma dovrà  motivare la propria posizione».